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Fabrizio Piscitelli, chi era Diabolik e i misteri dell'ultrà della Lazio ucciso a Roma: come è morto e il killer

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Il caso di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, l'ultrà della Lazio ucciso a Roma nell'agosto del 2019 mentre era seduto tranquillamente, prima di cena, in una panchina del Parco degli Acquedotti. Un delitto ancora costellato da una serie di misteri. Così ne torna a parlare Chi l'ha visto?, su Rai3 oggi 1 dicembre 2021, con una importante esclusiva: l'intervista ai genitori del popolare Diabolik. Il suo fu infatti un agguato in stile mafioso ad oggi rimasto senza colpevoli. 

 

 

Il riconoscimento del corpo senza vita di Fabrizio Piscitelli, dopo il suo delitto, avvenne immediatamente e portò la Squadra Mobile della polizia di stato e della Direzione Distrettuale Antimafia ad avviare prontamente le indagini. Il fascicolo risulta ancora aperto per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Per gli inquirenti che indagano al caso, quella di Piscitelli sarebbe stata una vera e propria esecuzione messa in atto da un killer esperto. Un “professionista”, insomma, caratterizzato da una spietatezza tale da aver agito senza dare nell’occhio nonostante il luogo molto frequentato in pieno giorno. Secondo una ricostruzione de L'Espresso, pubblica tre mesi fa, il killer di Piscitelli - un cittadino albanese - sarebbe stato giustiziato da altri killer nella sua terra natia. Una ricostruzione giornalistica che fornisce scenari e dettagli che in nessun caso sono stati confermati dagli inquirenti con i familiari che, a distanza di due anni dall'omicidio, chiedono venga fatta piena luce sull'accaduto. Assassino che, secondo quanto riporta ancora L'Espresso, prima di essere ucciso avrebbe portato a termine un altro incarico sul litorale laziale, più precisamente a Torvaianica. Due omicidi. quello di Piscitelli e quello di Torvaianica, messi a segno con le medesime modalità dopo i quali il sicario sarebbe poi scappato in Spagna. Per poi tornare in Albania e trovare  sua volta la morte.

 

 

Ma chi era Piscitelli? Per tutti Diabolik, morì da uomo libero anche se le indagini hanno fatto trapelare la sua caratura criminale. Il suo intervento attivo nel mondo degli ultras avvenne tra la fine degli anni Ottanta e i primi Anni Novanta. In poco tempo Piscitelli divenne  uno dei capi degli Irriducibili, ovvero la frangia più estrema della tifoseria della Lazio. Prima della sua morte Piscitelli fu coinvolto in due procedimenti penali rispettivamente per tentata estorsione ai danni del presidente della Lazio Claudio Lotito e per spaccio di droga. In entrambi i casi fu condannato ma da circa un paio di anni prima del suo delitto era tornato in libertà.