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Cingolani e il caro bollette: "Dura risolvere in sei mesi errori di 20 anni. Sarà catastrofe, o sociale o ecologica"

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Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, è intervenuto ancora sul caro bollette di luce e gas. "Stiamo pagando un errore iniziale di un paese che non ha un mix energetico giusto e ha deciso di importare tutto. In sei mesi risolvere 20 anni di scelte sbagliate è un po' difficile", ha detto Cingolani in occasione della presentazione del manifesto Lavoro e energia per una transizione sostenibile.

 

 

Il ministro ha quindi proseguito: "Questo problema richiede un po' più tempo: meno contestazione è più collaborazione - ha sottolineato - non voglio aprire nuove trivellazioni però tra quelle esistenti e quelle inutilizzate gradirei aumentare più che posso la mia produzione di gas italiano risparmiando qualcosa sull’Iva e riducendo l’import. Ripeto: non voglio mettere una molecola di gas in più in giro. Credo fermamente nel principio della decarbonizzazione ma in questo momento, a parità di impatto ambientale, preferisco produrre un po' più di mio". Cingolani ha poi rivelato un retroscena legato ai Cdm: "Un po' invidio gli altri colleghi ministri che hanno da gestire altri aspetti del Pnrr. La parte più ingrata in larga misura spetta a me che devo proporre dei cambiamenti radicali", ha spiegato.

 

 

"Mi sento stretto in una morsa - le parole di Cingolani -: se cambio troppo in fretta è catastrofe sociale, se lo faccio troppo lentamente è catastrofe ecologica. Per questo ho chiesto l’aiuto di tutti voi e mi sono reso conto che c’era una certa consistenza delle richieste e delle osservazioni. Tutti vogliono vincere questa partita. Abbiamo una finestra stretta, una decade, per impostare una traiettoria per portare questo paese alle decarbonizzazione".