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Plusvalenze Juventus, le intercettazioni: "Siamo una macchina ingolfata". E quella scrittura privata con Ronaldo...

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Tutto è partito dal lavoro svolto da Covisoc e Procura Federale lo scorso 27 ottobre per possibili plusvalenze fittizie atte a sistemare i buchi nel bilancio: 62 trasferimenti del calcio italiano di cui 42 che coinvolgono la Juventus. Da lì è poi scattata l'inchiesta della Procura di Torino, che ha informato anche la Consob essendo la Juve quotata in Borsa.

 

 

Con il sistema delle plusvalenze sulla compravendita di calciatori la Juventus ha generato un "ricavo di natura meramente contabile e in ultima analisi fittizio" mascherando perdite di esercizio: 39 milioni anziché 171 milioni nel 2019, 89 milioni anziché 209 milioni nel 2000, 209 milioni anziché 240 milioni nel 2021. Questa in sintesi è l'ipotesi su cui stanno lavorando la procura di Torino e la Guardia di Finanza con l'operazione Prisma, l'indagine che ieri ha portato a una serie di perquisizioni nelle sedi della società bianconera.

 

 

La Juve – in una intercettazione – arriva a essere paragonata a "una macchina ingolfata". Per un motivo che, qua e là, spunta sempre dalla telefonate captate dagli investigatori: "Proprio gli investimenti oltre le previsioni del budget e gli 'ammortamenti e tutta la m**** che sta sotto che non si può dire' sono stati tra le cause dello squilibrio economico e finanziario che ha portato la società Juventus spa ad essere appunto paragonata 'a una macchina ingolfata'...".  Diverse sono le operazioni di calciomercato citate nel decreto di perquisizione dei pm di Torino: dalle "cessioni di giovani calciatori" con "corrispettivi rilevanti e fuori range" alla "scrittura privata" sulle retribuzioni arretrate di Cristiano Ronaldo , "carta famosa che non deve esistere tecnicamente", si sente in una intercettazione.