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Reddito di cittadinanza anche a un condannato per mafia, blitz della Finanza e 65 denunciati

Christian Campigli
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Un complotto ordito dai poteri forti o, più semplicemente, l'ennesima dimostrazione che quella norma va rivista e corretta? Il reddito di cittadinanza, la legge simbolo dei Cinque Stelle e quella che, verosimilmente, consentirà al partito di Giuseppe Conte e Luigi Di Maio di restare in doppia cifra anche alle prossime elezioni politiche, è nuovamente al centro dell'attenzione di forze dell'ordine e magistratura. Operazione della guardia di finanza di Monza contro i cosiddetti “furbetti del reddito” in Brianza. Denunciate sessantacinque persone accusate di aver percepito abusivamente il sussidio pubblico.

 

 

Oltre trecentocinquantamila euro i contributi illecitamente ricostruiti nel corso degli interventi svolti dai finanzieri del gruppo di Monza e delle compagnie di Seregno e Seveso. Dei sessantacinque malviventi (di cui sei di origine extracomunitaria), il 35% non è risultato in possesso dei requisiti di onorabilità, in quanto destinatari di una misura cautelare personale o condannati in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per un grave delitto. Tra questi, un monzese che ha indebitamente percepito ottomila euro mentre si trovava in arresto, condannato per associazione di tipo mafioso, nell’ambito dell’operazione “Oversize”, condotta nei confronti di un’organizzazione criminale facente capo a un boss della ‘ndrangheta, attualmente detenuto in regime di 41-bis. Altre tredici furbetti si trovavano chi in carcere, chi ai domiciliari per riciclaggio e associazione a delinquere, rapina aggravata, violenza privata e truffa, furto aggravato, violenza di genere e revenge porn, ricettazione, detenzione abusiva di armi e maltrattamenti di animali. Vi era inoltre un residente di Muggiò, arrestato in flagranza di reato per traffico di stupefacenti, una cittadina di Busnago, in carcere per furto e una residente di Limbiate, sottoposta ai domiciliari per rapina, furto aggravato e porto di armi abusivo. Otto gli illegittimi richiedenti il contributo gravati dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici: tre cittadini di Monza con condanne per riciclaggio, rapina aggravata, ricettazione e furto aggravato, un residente di Concorezzo, per sfruttamento della prostituzione e detenzione di stupefacenti, un abitante di Mezzago per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia e due cittadini di Biassono, condannati per bancarotta fraudolenta e falso.

 

 

Gli uomini in divisa hanno poi smascherato una residente di Cesano Maderno, che ha dichiarato di essere disoccupata, pur avendo un impiego lavorativo in Svizzera da diversi anni, un cittadino romeno con 'cittadinanza fantasma', sorpreso alla guida nel comune di Varedo a bordo di un’autovettura con targa straniera. Quattro i soggetti che non hanno dichiarato vincite alle slot machine online, per oltre ottantamila euro e altri otto quelli pizzicati in possesso di case e auto di lusso. Une legge, la 4 del 2019, che non trova pace. Nuovamente al centro di scambi di accuse tra destra e sinistra e di polemiche che rischiano di affossarla definitivamente. Anche per colpa di chi si ostina a difenderla e non apre a nessun tipo di modifica. Neanche a quelle che potrebbero salvarla prima, migliorarla poi.