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Violenze sulle donne, in Italia è emergenza sociale: 89 casi al giorno

Christian Campigli
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Una discesa negli inferi. Che non conosce sosta. Nonostante appelli, convegni e mille trasmissioni televisive dedicate all'argomento. I numeri delle violenze subite dalle donne in Italia mettono i brividi. E delineano, in modo plastico, i contorni di una vera e propria emergenza sociale. Ottantanove al giorno. È questo l'incredibile dato relativo alle vittime di reati di genere nel nostro paese, secondo le segnalazioni raccolte dalle divisioni anticrimine delle questure. Nel 62% di casi si tratta di maltrattamenti in famiglia.

 

 

Nel 72% dei casi di femminicidio l’autore è il marito o l’ex marito, in un caso su due ha usato un’arma da taglio. Sono alcuni dei dati diffusi in occasione della presentazione a Catania della campagna di prevenzione della polizia contro la violenza sulle donne denominata “Questo non è amore”, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. Il tasso più alto di donne che si rivolgono alle forze dell’ordine per le richieste di ammonimento si registra nelle regioni del Sud, in particolare in Sicilia; e proprio da questa regione, da Catania, città scossa nel recente passato da alcuni gravi episodi di femminicidio, che è necessario dire basta. Con il progetto “Questo non è amore” la polizia rinnova il proprio impegno a sensibilizzare, in modo semplice e lineare, le vittime di violenza e non solo, nella convinzione che la lettura delle storie raccontate nella brochure, purtroppo tutte terribilmente vere, rappresenti uno stimolo a chiedere aiuto e a denunciare. Perché un aspetto è evidente agli occhi di tutti: il cambiamento culturale, quello che porterà un giorno gli uomini, i maschi a non vedere più le donne, le femmine come oggetti propri, ma come esseri umani dotate di sentimenti e di capacità decisionali è ancora molto lontano. Questo non significa che le iniziative per la sensibilizzazione sul tema sono inutili. Al contrario, vanno incentivate e, se possibile, raddoppiate. Ma nell'immediato, sono indispensabili le denunce alle forze dell'ordine. Al primo schiaffo, alla prima spinta, al primo gesto di violenza. Perché un uomo di ottanta e più chili che usa le mani sulla propria compagna non merita alcuna giustificazione.

 

 

Se lo fa in un'occasione, nel novantanove per cento dei casi ripeterà quell'orrendo ed ingiustificato gesto altre dieci, cento, mille volte. Fino all'epilogo più tragico. Che spesso coincide con la volontà, da parte della donna, di porre fine a quell'incubo. Una scelta vissuta dagli uomini violenti come un sgarbo inaccettabile. Un'umiliazione che può essere lavata solo col sangue. Grazie alle iniziative già realizzate dagli uomini in divisa sul campo della prevenzione è stato possibile registrare una leggera diminuzione dell’andamento dei delitti di donne rispetto agli omicidi in genere: se nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell’analogo periodo del 2021 l’indice scende al 41%. In crescita anche il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 del 31%; è del 40% se si considerano gli omicidi commessi fino alla data della pubblicazione della brochure. Numeri che fanno male, mettono i brividi e sottolineano come la strada verso la soluzione di questa emergenza sia ancora lunga e piena di insidie.