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Regali di Natale, la spesa degli italiani è sui 9 miliardi: si torna ai livelli pre Covid del 2019

Pietro De Leo
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C’è un dato economico che dovrebbe suscitare un minimo di sollievo da un lato e dall’altro, però, cautela e consapevolezza dell’impegno da proseguire sul piano pandemico. Ed è la stima realizzata dall’ufficio studi della Cgia sulle spese che gli italiani sosterranno per i regali natalizi. Un volume che si assesterà su quello del 2019, attorno ai 9 miliardi. Era la vigilia dell’incubo, quando il Covid cominciava a gonfiare in Cina e qui da noi ne arrivavano refoli di notizie vaghe e frammentate.

 

 

L’associazione fa notare che siamo ben lungi dai livelli del 2008-2009, l’anno in cui cominciò la grande crisi e si spendevano attorno ai 20 miliardi di euro per i regali. L’ufficio studi Cgia fa notare che “tendenzialmente anche quest’anno i generi alimentari dovrebbero confermarsi la tipologia del regalo natalizio più diffusa, seguono o giocattoli, i prodotti tecnologici, i libri, l’abbigliamento/scarpe e gli articoli per la cura della persona”. Al contrario, “tra i prodotti che rischiano di non recuperare quanto perso rispetto al periodo pre-Covid, a causa delle restrizioni imposte dalle pandemia, spiccano i biglietti per gli spettacoli, i concerti e i viaggi”. La sottolineatura del recupero sul livello del 2019 si può abbinare con le cifre sui consumi di settembre, anche in quel caso tornati a livelli prepandemici, ed evidenzia come la campagna vaccinale abbia, di fatto, permesso un ritorno alla vita, con un risollevamento anche della domanda interna.

 

 

E’ per questo che, in questo momento, qualsiasi scivolata verso nuove limitazioni sarebbe devastante per il settore commerciale, dopo il già difficoltoso Natale del 2020. Implementare gli sforzi per la campagna vaccinale, andando avanti con le terze dosi e provando a sgretolare il muro dei circa 8 milioni di chi ancora non si è sottoposto all’inoculazione è la strada principale per garantire la ripresa del comparto commerciale