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Nada Cella, stralcio telefonata testimone: "Eravamo cinque"

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Nuovi spezzoni di intercettazioni sul caso Nada Cella sono stati diffusi dalla Squadra mobile della questura di Genova. In uno dei file, la testimone anonima alla quale sta cercando di risalire la polizia per fare luce sull’omicidio della donna, avvenuto nel 1996, dice: "Stanno tutte zitte perché eravamo diverse, non so perché le altre non parlano. Io non faccio nomi, ma eravamo in 5". Nell’ambito delle indagini relative all’omicidio di Nada Cella, informa una nota, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova ha autorizzato la Squadra Mobile alla diffusione di altri stralci della conversazione telefonica anonima del 9 agosto del 1996, al fine di concorrere alla identificazione dell’ignota interlocutrice.

 

 

Il caso di Nada Cella è anche al centro della puntata di Chi l'ha visto? Di chi è la voce che al telefono dice di aver visto una donna sconvolta e sporca di sangue si chiede la trasmissione di Rai3. L’inchiesta riaperta dalla Procura di Genova sulla morte della segretaria del commercialista Marco Soracco a Chiavari oggi non può contare soltanto su nuove tecnologie e accertamenti scientifici impensabili nel 1996. Ma su una capacità ben diversa di leggere interrogatori, intercettazioni, verbali di sequestro. Di andare fino in fondo. In primis da parte della criminologa Antonella Pesce Delfino, che si è riletta le 16mila pagine del fascicolo insieme alla mamma di Nada, Silvana Smaniotto, e all’avvocata Sabrina Franzone.

 

 

Poi da parte degli stessi inquirenti: dal pubblico ministero Gabriella Dotto, titolare dell’inchiesta, al procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto, al dirigente della Squadra Mobile Stefano Signoretti. Così ecco che tante cose, nell’indagine di oggi, appaiono diverse rispetto a quella di ieri.