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Green pass, Crisanti: "Porterei validità a sei mesi. Terza dose? Andava progettata subito"

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Andrea Crisanti a ruota libera sulla pandemia da Covid, ai microfoni di Sky Tg24 martedì 16 novembre: "Il Green pass non è una misura di sanità pubblica. C’è sicuramente un disallineamento temporale tra la durata del Green pass e la durata della protezione della vaccinazione - ha affermato il direttore del dipartimento di Microbiologia all'Università di Padova -. Per questo portare la validità della certificazione a 9 mesi ha senso, ma io la porterei a 6 mesi".

 

 

Poi Crisanti ha parlato di un errore di comunicazione sulla terza dose: "Forse avremmo dovuto progettare la terza dose subito, spiegando che non è il fallimento del vaccino, ma parte del processo di vaccinazione: ci sono altre vaccinazioni da tre dosi, non dobbiamo pensare alla terza dose come al fallimento del vaccino - ha dichiarato ancora l'esperto -. Servirà anche una quarta dose? Mi auguro di no ma siamo ancora nella cosiddetta curva di apprendimento per quanto riguarda questa malattia e la potenza di questi vaccini, sicuramente verranno prodotti vaccini di seconda e terza generazione, sono già in sviluppo, si miglioreranno in termini di efficacia e durata".

 

 

Crisanti ha quindi detto la sua sulle restrizioni legate al trasporto pubblico: "Per il trasporto pubblico la cosa migliore è che tutti si mettano la mascherina Ffp2, perché protegge. Con questi dispositivi, se usati correttamente, non si infetta nessuno. La mascherina chirurgica in determinate circostanze non basta, perché protegge gli altri ma non noi stessi - ha affermato ancora a Sky Tg24 -. Le mascherine Ffp2 costano di più: ma si spendono tantissimi soldi, a un certo punto si possono anche sovvenzionare, forse è una delle cose che si potrebbero fare. Se tutti usassero la mascherina Ffp2 non servirebbero tutti questi green pass".