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Superbonus, la proposta M5S sulla soglia Isee da eliminare primo solco tra Draghi e la maggioranza

Pietro De Leo
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Attenzione, rumori di fondo. A decibel crescenti. Un comunicato congiunto di alcuni parlamentari del M5S annuncia che la loro compagine è pronta a “intervenire per modificare la manovra nella parte che riguarda la proroga del Superbonus 110% alle unifamiliari. La soglia Isee a 25mila euro va eliminata e nessuna forza politica si è espressa a favore. Dopo la nostra presa di posizione, infatti, anche gli altri partiti della maggioranza hanno evidenziato la necessità di cancellare sia la soglia Isee sia la limitazione a fruire del Superbonus solo a chi ha presentato Cila (comunicazione inizio lavori ndr) e documentazione per demolizione e ricostruzione entro il 30 settembre 2021”.

 

 

A firmare la nota sono i parlamentari Luca Slut, Patrizia Terzoni e anche Riccardo Fraccaro che fu il demiurgo della misura ai tempi in cui era sottosegretario a Palazzo Chigi (governo Conte 2). Sicuramente l’approccio dimostrato da Draghi verso una misura che ha riscosso un certo successo da parte dei proprietari di immobili, ed ha contribuito ad un sollievo del comparto edile, è stato piuttosto restrittivo. Sia nella rivisitazione dei parametri, sia in quella costituenda normativa anti frodi che, seppur giustificata nelle finalità, rischia di mettere in campo un aggravio di vincoli. Sul mantenimento dei requisiti iniziali il quadro della maggioranza si è espresso largamente, tuttavia al momento inascoltato dal Presidente del Consiglio che, anche in una seconda fase di revisione della manovra, ha preferito soprassedere alle loro richieste, nonostante provenissero da forze politiche di rappresentanza parlamentare. Il comunicato degli esponenti del Movimento 5 Stelle non è semplicemente una dichiarazione di intenti, ma è il primo punto di un percorso che nel passaggio parlamentare della manovra può assumere vari connotati, dipende da che posizione assumeranno gli altri componenti della maggioranza.

 

 

Nel corso di questi mesi abbiamo assistito ad un Presidente del Consiglio con il ruolo di ultima istanza, spesso indiscussa, rispetto alle sensibilità dei partiti. Basti considerare quanto accaduto sulla riforma del catasto, che poi il centrodestra ha accettato obtorto collo. Se il Superbonus sarà sottoposto ad un’attività emendativa parlamentare in direzione diversa rispetto all’impostazione Draghi, sarà la prima volta in cui un solco tra premier e maggioranza diventerà tangibile. E i partiti si riapproprieranno di un ruolo propositivo dopo mesi in cui l’irruzione del nuovo governo, accompagnato da un contorno di plauso internazionale, li aveva fatti apparire incastonati in un ruolo di larga subalternità.