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Dazn, con l'addio alla doppia utenza altra mazzata sugli italiani: sui social l'hashtag #DisdettaLeotta

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Christian Campigli
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Panem et circenses. Fin dai tempi dei latini, per tener buoni gli abitanti della penisola italica, esisteva un metodo tanto semplice, quanto efficace. Riempire gli affamati stomaci e offrire uno svago, un passatempo. Che sia la lotta dentro il Colosseo, tra una fiera e uno schiavo o una gara di serie A poco importa. Si tratta della naturale evoluzione di un principio immutabile. L'ennesima dimostrazione di questa plateale e conclamata evidenza giunge dal numero sterminato di commenti, prese di posizione e polemiche sulla nuova decisione di Dazn, il colosso digitale che trasmette in esclusiva, tramite la rete internet, il nostro campionato di calcio. Martedì 9 novembre Il Sole 24 ore ha riportato un'indiscrezione (che l'azienda non ha voluto né smentire, né commentare), secondo la quale verrà cancellata la possibilità di avere accesso contemporaneo allo stesso abbonamento con due utenze e con due device (telefono, computer e smart tv) distanti tra loro.

 

 

Gli utenti dovrebbero ricevere a breve una comunicazione ufficiale sulla novità, che dovrebbe entrare in vigore a metà dicembre. A quel punto, secondo le norme, scatterebbe automatica la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro trenta giorni. Le condizioni di utilizzo, come risulta dal sito ufficiale, al punto 8.3 stabiliscono attualmente che “l’abbonamento dà diritto all’utilizzo del servizio Dazn su un massimo di due dispositivi contemporaneamente. Ai sensi del precedente articolo 8.1.2, l’utente accetta che i dati di login siano unici per lo stesso e non possano essere condivisi con altri. Tali dati potranno essere modificati in qualsiasi momento visitando il nostro sito web e cliccando sulla pagina Il mio account”. In un amen si è scatenata un'autentica rivolta, in particolar modo sui social. Gli appassionati della serie A minacciano di disdire "in massa" l'abbonamento per quello che appare come un "tradimento", una "scorrettezza" e "una vergogna". Due per l'occasione gli hashtag lanciati su Twitter, in segno di protesta: #DaznOut, ma anche #DisdettaLeotta.

 

 

Il Codacons ha giù presentato un esposto all’Agcom e all’Antitrust e persino Lapo Elkann si è scagliato contro l'azienda fondata a Londra nel 2015. Va ricordato come il rapporto d’amore tra i tifosi e Dazn non sia di fatto mai sbocciato. I primi incolpano la piattaforma digitale di non aver voluto rinnovare l'accordo con Sky e di aver “costretto” molti utenti, anche quelli più anziani e che hanno meno familiarità con la tecnologia, ad installare una rete internet dotata di fibra e ad acquistare una smart tv. Un esborso economico che, in base alle dimensioni e alla qualità della televisione, può superare anche le ottocento euro. Alle quali vanno sommate, mediamente, trenta euro mensili per l'abbonamento a internet. Un sacrificio, sia in termini pecuniari che di cambiamento delle proprie abitudini, al quale non ha fatto seguito un miglioramento del servizio offerto. Che, al contrario, si è contraddistinto per lentezza, scarsa affidabilità e telecronisti non sempre all’altezza. Ora questa nuova mazzata sul collo degli Italiani. Ai quali puoi togliere tutto, ma non la domenica calcistica da trascorrere sul divano di casa propria.