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Covid, il piano italiano: vaccino, green pass, bambini, mascherine e zone rosse. Ecco come cambiano le cose

Il piano italiano per cercare di limitare la quarta ondata di Covid

Marianna Castelli
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Un piano per cercare in tutti i modi di contenere la diffusione del Covid. Lo ha ormai messo quasi a punto il governo e oggi ne dà notizia il Corriere della Sera che pubblica le indiscrezioni sui nuovi programmi per difendersi dal virus. Vediamo punto per punto di cosa si tratta

Green pass. Resterà in vigore per dodici mesi, fino alla prossima estate. L'esecutivo non sembra affatto intenzionato a cambiare il certificato verde, né la sua validità. Per ottenerlo occorre essere vaccinato, mentre per avere quello a tempo bisogna essere in possesso di un tampone negativo effettuato nelle ultime 48 ore. E' vero che gli studi scientifici mostrano che gli anticorpi calino nel tempo anche nei soggetti vaccinati, più velocemente di dodici mesi (la durata del green pass), ma la protezione resta alta per chi ha aderito alla campagna vaccinale. Quindi Green pass per entrare al lavoro e nei luoghi pubblici in vigore almeno fino alla prossima estate.

Stato di emergenza. La proroga scade il 31 dicembre, ma è già considerato scontato che lo stato di emergenza venga prorogato almeno fino al prossimo 31 marzo.

Strutture sanitarie. Stanno già iniziando ad aumentare i posti per pazienti Covid in area medica e nelle terapie intensive degli ospedali di alcune città. Non solo perché i dati della diffusione stanno crescendo, ma anche perché si teme che con l'arrivo del freddo e delle feste di Natale, la quarta ondata potrebbe essere più alta del previsto. E' quindi giusti tenere pronte le strutture per un eventuale aumento dei ricoveri.

Mascherine. E' destinato a restare l'obbligo di indossarle nei locali chiusi, ma non è esclusa anche una intensificazione della misura qualora i numeri della diffusione del contagio continuino a salire. I dispositivi di protezione individuale sono considerati, ovviamente insieme al vaccino, uno degli strumenti più importanti per cercare di limitare l'espandersi del Covid

Vaccino. Il commissario Francesco Figliuolo è stato chiarissimo: occorre incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi e di cercare in tutti i modi di proseguire con il completamento dei cicli primari. Ai governatori è stato chiesto di riaprire gli hub e di coinvolgere in maniera decisa i medici di base. Sono numerosi i territori che hanno già recepito le indicazioni. L'intenzione è garantire la possibilità di accedere alla vaccinazione direttamente negli hub senza alcuna prenotazione. I medici, invece, dovranno ricorrere alla "chiamata attiva", procedendo alla prenotazione dei soggetti che devono avere la dose booster.

I bambini. Dovrebbe toccare ai pediatri occuparsi degli under 12. Ovviamente occorre prima l'autorizzazione dell'Ema, poi sarà necessario iniettare il vaccino anche nei più piccoli. E' considerato un passaggio fondamentale, visto che la scuola è un punto di massima aggregazione e che gli ultimi dati evidenziano un notevole aumento di contagi tra i più piccoli. 

Colori. Per ora resterà la validità del sistema colori, come ha spiegato il ministro della salute, Roberto Speranza, al Corriere: le restrizioni aumentano in base alla maggiore diffusione del virus e viceversa. Non è stato assolutamente esclusa la possibilità di dover ricorrere di nuovo alle zone rosse in casi di notevoli focolai. In questa fase l'Italia resterà bianca, ma Friuli Venezia Giulia, Marche, Calabria e provincia di Bolzano rischiano già in trasformarsi in gialle.