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Trieste, nuove proteste dei No Green Pass: respinti dalla polizia in piazza dell'Unità

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Polizia e carabinieri hanno respinto fino a piazza della Borsa i partecipanti al corteo del Coordinamento no green pass di Trieste che stavano cercando di entrare in piazza Unità, transennata e presidiata dalle stesse forze dell’ordine. Alcuni manifestanti si sono seduti a terra, uno di loro parlando al megafono ha chiesto "il rispetto della Costituzione, in nome della libertà. Chiedo al prefetto che venga qui e spieghi perché ha applicato questo decreto, chiedo al sindaco Dipiazza di annullare quest’ordinanza sperimentale". Il riferimento è ai provvedimenti adottati per limitare le possibilità di contagio da Covid correlate alle proteste no vax e no pass che si susseguono da settimane in città. Nei pressi di piazza della Borsa sono rimaste alcune decine di manifestanti a intonare alcuni cori, tra cui "no green pass" e "la gente come noi non molla mai".

 

I partecipanti del corteo no green pass di Trieste sarebbero 8 mila secondo le ultime stime della Questura. Quasi inesistente il distanziamento, molti manifestanti non indossavano la mascherina. Molti i cori di "vergogna" oltre a slogan contro il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha firmato un’ordinanza per limitare il percorso del corteo. Insulti anche ai giornalisti. 

 

 

"Con questi cortei e assembramenti-focolaio Trieste ha dato e può bastare. Il tentativo di entrare con la forza in piazza Unità è un pessimo episodio, uno scontro cercato da un gruppo di manifestanti e una deliberata violazione della legge, che si aggiunge alla pratica del disprezzo della salute e del mancato rispetto delle regole indicate da Comune e Questura". Lo dichiara la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, in merito agli scontri avvenuti a Trieste, dove un gruppo di partecipanti al corteo del Coordinamento no green pass ha tentato di entrare con la forza in piazza Unità, interdetta alle manifestazioni, transennata e presidiata dalle forze dell’ordine. "Intollerabile che Trieste diventi un palcoscenico né un campo di battaglia: i triestini sono ormai stufi di vedersi sequestrata la città una volta alla settimana e di subire danni economici in nome di estremismi antiscientifici o di costituzionalisti improvvisati su internet. Ringraziamo le forze dell’ordine che hanno subìto provocazioni e aggressioni, reagendo con grande professionalità".