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Definì "bastarda" la Meloni durante una trasmissione: rinviato a giudizio Roberto Saviano

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Roberto Saviano è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma con l’accusa di diffamazione nei confronti del leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Saviano durante una puntata di ’Piazzapulita' su La7, lo scorso dicembre, sul tema dei migranti si era riferito alla Meloni chiamandola ’bastarda'. Il gup ha fissato la prima udienza del processo per il 15 novembre 2022. Il pm Pietro Pollidori, a cui è stato affidato il procedimento, nel luglio scorso aveva proceduto alla chiusura delle indagini contestando allo scrittore, presente in aula, il reato di diffamazione.

 

 

"Saviano mi puntava il dito in faccia dicendo ’non vi mollo, non vi mollo'. Non credo sia un comportamento consono a un’aula di tribunale e in tanti anni da avvocato non mi è mai capitato". Lo afferma l’onorevole Andrea Delmastro delle Vedove, legale di Giorgia Meloni, dopo il rinvio a giudizio di Roberto Saviano deciso dal gup di Roma. Lo scrittore andrà dunque a processo con l’accusa di diffamazione. "Il gup ha definito esorbitante, rispetto al diritto di critica politica, l’epiteto ’bastarda' - spiega- mentre Saviano in aula ha rivendicato le sue parole".  

 

 

Il passaggio "incriminato" della trasmissione condotta da Corrado Formigli è quello in cui l'autore, fra le altre opere, di Gomorra, parlando della morte di un bambino della Guinea durante una traversata nel Mediterraneo, aveva detto: "Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle Ong: "taxi del mare", "crociere"... ma viene solo da dire bastardi. A Meloni, a Salvini, bastardi, come avete potuto? Come e' stato possibile, tutto questo dolore descriverlo cosi'? E' legittimo avere un'opinione politica ma non sull'emergenza".