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Massoneria, il Goi vince in tribunale contro l'ex pm Agostino Cordova

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Il Tribunale di Reggio Calabria dà ragione al Goi e condanna l’ex Procuratore Agostino Cordova al pagamento delle spese processuali. A darne notizia è il Gran Maestro Stefano Bisi. Con una sentenza che è stata pubblicata il 27 ottobre scorso, la Seconda Sezione Civile del Tribunale di Reggio Calabria, a definizione del giudizio che era stato promosso da Agostino Cordova contro il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, ha respinto la richiesta avanzata dall’ex Procuratore Capo condannandolo al pagamento delle spese processuali in favore del Goi. 

 

 

"Hanno assolto il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi, che aveva sparato a zero in un'intervista al Dubbio contro l'ex procuratore di Palmi dicendo che la sua inchiesta era una caccia alle streghe finita con un buco nell'acqua. Cordova lo aveva querelato e invece i giudici hanno detto che quelle di Bisi sono espressioni legittime". Sono parole di Paolo Mieli, che ha commentato la vicenda a Radio 24. "Vi sembrerà una cosa da nulla, ma 30 anni fa Cordova fu al centro di un ciclone, perché ipotizzò una connessione fra Massoneria, settori deviati, servizi segreti e quant'altro, e mi rimase impresso che l'allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, gli regalò un triciclo e un gioco da tavola invitandolo a prendersi un po' di riposo. Siamo all'inizio degli anni '90 e Cordova querelò anche lui, ma le Camere dissero che il comportamento del capo del Colle era insindacabile. Che sta facendo la magistratura, è improvvisamente diventata garantista? Quasi berlusconiana..." ha concluso. 

 

 

"Questa sentenza - ha invece commentato lo stesso Bisi - rende giustizia anche ai tanti Fratelli che in quei lontani ma per tutti noi dolorosi anni ’92 e ’93 si trovarono perseguitati e che subirono la perquisizione notturna delle forze dell’ordine a seguito di quella inchiesta. È per questo che oggi proviamo una gioia particolare di fronte alla sentenza che scrive in modo inequivocabile gli eccessi dell’inchiesta Cordova e che dà soddisfazione al Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani anche se non potrà mai sanare e cancellare i danni subiti da tanti nostri cari Fratelli dati in pasto all’opinione pubblica come malfattori".