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Covid, Speranza: "Nessun timore di allungare lo stato d'emergenza"

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Speranza on fire su Covid e dintorni. Tra l'ospitata a Mezz'ora in più e il più formale G20, il ministro della Salute tricolore si esprime a tutto tondo sui temi propri del suo dicastero - e mai come ora di tutti gli italiani, vista la pervasività che le misure sanitarie occupano nella vita di ognuno. Si avvicina la fine dell'anno e con essa i discorsi sulla eventuale proroga dello stato di emergenza: "Sono scelte che abbiamo deciso di fare nella fase immediatamente precedente alla scadenza. Ci baseremo sull’evidenza scientifica, se sarà necessario ancora avere l’impianto legislativo e di intervento dello stato di emergenza, lo decideremo nei giorni precedenti alla scadenza e non avremo alcun timore a prorogarlo" ha dichiarato in televisione. 

 

 

Spazio anche per una difesa del provvedimento simbolo del governo in materia di contenimento pandemico: "In questo momento il green pass è fondamentale, ci consente di tenere aperti i tutti i luoghi della cultura, della socializzazione, i luoghi della formazione, le scuole e università". Ma con la rassicurazione che "in un quadro epidemiologico totalmente diverso" o "molto migliore" si faranno "tutte le valutazioni necessarie. Ma ora non siamo in un momento in cui la curva epidemiologica si sta alzando - ha osservato il ministro - anche se i numeri in Italia sono più bassi di altri paesi europei sono comunque in crescita". Intanto è necessario non scordarsi di indossare la mascherina nei luoghi chiusi: "Lo scudo che abbiamo costruito con la campagna di vaccinazioni è uno scudo che funziona e ci proteggerà anche nei mesi autunnali e invernali. È chiaro però che va accompagnato da misure di cautela e di precauzione, come le mascherine al chiuso che sono un pezzo fondamentale della nostra strategia e non siamo intenzionati a rinunciarvi". 

 

Roberto Speranza affronta anche altre due controverse questioni: terza dose omnibus e vaccino per i bambini nella fascia 5-12 anni. Sulla prima questione, è salomonico: "Lo valuteremo con tutta la comunità scientifica, in questo momento stiamo partendo dalle categorie più fragili". Quanto ad aghi e punture per i più piccoli, urge parere dell'Ema: "E' in corso una procedura di valutazione", dice, che auspicabilmente sarà conclusa "entro la fine dell’anno". Ma, fra le righe, è abbastanza manifesta l'opinione del ministro sul tema: "vaccinare anche i più piccoli ci può consentire di controllare ulteriormente la curva del contagio".