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Obbligo di green pass, il Consiglio di Stato respinge ricorso degli insegnanti contro il Ministero: le motivazioni

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L'obbligo di green pass ottiene di fatto un altro via libera. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto, in sede monocratica, il ricorso presentato da alcuni insegnanti contro il ministero dell’Istruzione sull’obbligo di green pass. Fissata la camera di consiglio, per la discussione collegiale, l’11 novembre. 

 

 

Respingendo la domanda cautelare di alcuni insegnanti, il Consiglio di Stato ha sottolineato che "le dedotte censure di violazioni della privacy a danno di chi esibisca per la lettura elettronica il certificato verde rilasciato dopo la vaccinazione sono contraddette sia dall’avvenuto pieno recepimento delle indicazioni del Garante della Privacy in proposito e la discriminazione lamentata appare certo smentita dalla circostanza che il lavoratore è abilitato, ove non intenda vaccinarsi - si legge nella disposizione- ad ottenere il certificato verde con test differenti quali l’antigenico rapido".

 

 

Sempre secondo il Cds, "l’asserita priorità del diritto individuale alla salute quale fondamento del rifiuto di vaccinarsi non può avere valore assoluto, allorché sia posto a confronto con l’eguale diritto di una collettività di persone - nella specie gli studenti - il cui diritto a scongiurare possibili contagi ha prevalenza perché espressione di una componente della salute pubblica a fronte del diritto del docente, in ogni caso per nulla negato viste le ammissibili misure alternative al vaccino, e di carattere individuale, per di più da parte di chi ha una responsabilità specifica e rafforzata verso i propri studenti, che costituisce componente essenziale della funzione (se non addirittura missione) di ogni docente". Anche il virologo Roberto Burioni ha espresso la sua soddisfazione su twitter: "Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar che respinge il ricorso di alcuni insegnanti contro l'obbligo di Green pass. Il diritto individuale rivendicato nei ricorsi "non può avere valore assoluto,allorché sia posto a confronto con l'eguale diritto di una collettività", ha scritto l'esperto.