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Il referendum della giustizia si farà: una questione molto sentita tra gli italiani

Christian Campigli
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Una strada lunga e impervia. Piena di trabocchetti e dislivelli difficili da individuare. Una tema che, da oltre trent'anni, divide e crea tensioni palpabili all'interno del mondo politico. Un referendum appoggiato da numerosi intellettuali e avversato da una parte consistente della magistratura. Esultano Lega e Radicali, che raccolgono un primo importante risultato. La Cassazione ha dato il via libera ai quesiti sulla giustizia, dopo aver accolto la richiesta dei consigli regionali di Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Una valutazione che rende ininfluente il deposito delle firme che sono state raccolte in questi mesi. Numeri in ogni caso assai significativi, con sottoscrizioni che oscillano tra le 700mila e le 775mila a seconda del quesito, oltre a 18mila adesioni elettroniche. E che dimostrano come la questione sia molto sentita tra gli Italiani.

 

 

“La Lega ha visto in questi mesi la mobilitazione di decine di parlamentari, consiglieri regionali e decine di militanti, da Ferragosto a oggi, con il coordinamento di Roberto Calderoli. I moduli con le firme sono stati distribuiti in ben 368 scatoloni che hanno riempito tre furgoni. Ci sono anche sei hard disk”. Un'adesione bipartisan, che ha visto il sostegno di Pierluigi Battista, Maurizio Belpietro, Giulia Bongiorno, Mauro Coruzzi in arte Platinette, Luca Palamara, Goffredo Bettini, Giorgio Gori, Luciano Pizzetti (deputato Pd e sottosegretario di Stato con i governi Gentiloni e Renzi), senza dimenticare altri nomi importanti, come quelli del senatore Gianni Pittella, ex socialista, e l'europarlamentare Massimo Smeriglio. Hanno firmato tutti i ministri e i governatori della Lega. Un appoggio è stato ribadito da Silvio Berlusconi e da Giorgia Meloni (pur con qualche distinguo su un paio di quesiti). Hanno aderito anche i centristi dell'Udc, con Lorenzo Cesa e Antonio de Poli in primis, e il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

 

 

I referendum riguardano la riforma del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, l'equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere, i limiti agli abusi della custodia cautelare e l'abolizione del decreto Severino. “Finalmente gli italiani avranno l'opportunità di cambiare la giustizia. Appuntamento in primavera. Un ringraziamento a chi ha firmato, a chi era presente ai gazebo e nelle piazze, a chi ha dato una mano”, scrive su Facebook il segretario del Carroccio, Matteo Salvini. Una contesa iniziata nel lontano 1992, quando l'inchiesta Mani Pulite falcidiò i partiti che, per mezzo secolo, avevano contribuito a rendere l'Italia del dopoguerra la settima potenza del mondo. Una interminabile partita a scacchi tra la magistratura e la politica, che in questi tre decenni non ha ancora visto un vincitore, ma ha sancito un sempiterno perdente: il popolo italiano.