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Vaccino anti Covid, Crisanti: "Terza dose o rischiamo di diventare come l'Inghilterra". E scatta l'allarme zanzara

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La terza dose del vaccino anti Covid è necessaria. In caso contrario l'Italia rischia di vivere la stessa situazione dell'Inghilterra, dove "i casi sono schizzati vertiginosamente verso l'alto". Lo sostiene il professore Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova in una intervista rilasciata al Corriere del Veneto. Parole che alzano il livello di guardia anche perché secondo Crisanti "non è vero che, anche se ci sono più contagi, non ci sono decessi. Purtroppo muoiono anche persone vaccinate, fragili e anziane che hanno visto diminuire la protezione del vaccino dopo sei o sette mesi. Se vogliamo proteggere le persone, mantenendo lo stesso stile di vita di adesso, dobbiamo farci la terza dose. Speriamo sia l’ultima". Una posizione netta, senza giri di parole. Posizione che tra l'altro negli ultimi giorni hanno tenuto diversi importanti esponenti del mondo scientifico. Non a caso anche i membri del governo Draghi hanno iniziato a ribadire la possibilità che si arriverà velocemente ad una terza dosi per tutti. Negli ultimi giorni, tra l'altro, i numeri della diffusione del Covid nel nostro Paese hanno ripreso a salire ed è ormai prevedibile che nelle prossime settimane l'esecutivo nazionale darà una decisa accelerata sul fronte del richiamo. 

Nell'intervista è stato chiesto a Crisanti anche dell'arrivo in Italia della zanzara coreana. Si tratta di un insetto che non muore a causa del freddo ed è capace di riprodursi frequentemente. E' considerata pericolosa e nel nostro Paese era stata segnalata già nel 2011.  Secondo Crisanti è difficile capire se si tratta già di una invasione perché "nessuno ha fatto analisi generiche o verificato la complessità della popolazione della zanzara coreana". Ha spiegato che negli ultimi anni alcuni tipi di zanzare si sono adattate al clima e all'ambiente italiano, diventando più difficili da combattere.  Il professore ha comunque sottolineato che può essere vettore di "encefaliti virali equine o encefaliti giapponesi, virus portati da animali, ma che in Italia non ci sono al momento. Occasionalmente può essere vettore non principale di altre malattie, come tenge e febbre gialla". Per fortuna per ora "non rischiamo nulla perché in Italia non esiste un tipo di virus degli animali che possa sfruttare questa zanzara come vettore. Ma non è detto che la situazione resti invariata".

Insomma un fenomeno che non deve essere sottovalutato. Occorre studiarlo per cercare di comprenderne la portata e i possibili rischi per il futuro. Lo stesso Crisanti conferma che si sa con certezza che l'insetto ha una elevata capacità riproduttiva e resiste bene ai climi più freddi, sopravvivendo anche d'inverno, anche se diminuisce la sua capacità riproduttiva. "Ogni zanzara - ha spiegato ancora il professore - ha un proprio habitat. Le zanzare che trasmettevano la malaria in Italia avevano bisogno di habitat ecologici incontaminati, le zanzare tigri hanno invece necessità di un contesto creato dall’uomo, come riserve d’acqua urbane. La coreana, di base, segue la zanzara tigre come habitat, ovvero preferisce ambienti abitabili. Ma questo dato potrebbe rivelarsi parziale".