Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ddl zan, Calderoli: "Ci ho proprio goduto, ecco com'è nata l'idea del voto segreto"

  • a
  • a
  • a

"Eh, sì... Devo dire che ci ho proprio goduto". Lo dice al Corriere della Sera Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato, che ha chiesto insieme a Ignazio La Russa il voto segreto sul Ddl Zan, che ha fermato l’iter della legge. "Mi è venuto naturale: quando ho visto che sulle questioni pregiudiziali e sulle richieste di sospensiva il centrodestra era già andato molto vicino alla vittoria, ho pensato che con il voto segreto avremmo portato dalla nostra qualcun altro. E così è stato…", ha continuato. Rispondendo alla domanda se si aspettasse un vantaggio di voti così significativo, Calderoli ha detto: "Loro, semmai, avrebbero dovuto aspettarselo. E invece hanno fatto come quello che si aspetta di avere il paracadute e invece ha preso uno zaino, pieno di lattine di carne in scatola. Perché si può anche andare sotto di uno o due voti... Ma qui sono stati 23".

 

Secondo Calderoli "non si può ridiscutere se la si ripresenta uguale. Ma se si parte da una base diversa, si può eccome. E infatti Salvini ha proposto di ripartire dal suo testo. Ma questo mette in luce di nuovo il volersi attaccare alla bandierina da parte della sinistra». Per il senatore "se anche fosse andato male il voto segreto, il Parlamento ora ha scadenze importanti di fronte. E dunque, del provvedimento anti omofobia non si sarebbe parlato comunque per mesi...". 

 

 

Intanto, per molti, quello che si scrive ddl Zan, si legge in realtà Quirinale. Nei palazzi della politica romana il pensiero è quasi unanime: l’affossamento della legge contro l’omotransfobia è "l’agnello sacrificale" da portare all’altare delle trattative per il nuovo capo dello Stato. Ora che la ’tagliola' ha spezzato i sogni di gloria dell’asse giallorosso le analisi si sprecano, così come il reciproco scambio di accuse. Da un lato Lega e Italia viva puntano il dito contro "l’arroganza" del Partito democratico di voler forzare la mano e non aprire una trattativa. Dall’altro i dem se la prendono con l’ex segretario Matteo Renzi, avanzando il sospetto che più di un senatore di Iv abbia sì votato compattamente, ma a favore della pregiudiziale proposta dal Carroccio e FdI.