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Ddl Zan, Diego Fusaro: "Per fotuna è stato bloccato, ecco qual era il vero obiettivo"

Diego Fusaro

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"Per fortuna, il Ddl Zan è stato bloccato. Si trattava di una proposta liberticida, coerente con lo spirito dei tempi e con la persecuzione di ogni pensiero non allineato. Palesemente proditoria era la sua presunta ratio, vale a dire la punizione dei gesti discriminatori: tali gesti sono già giustamente sanzionati dalla nostra carta costituzionale. Il vero obiettivo del ddl Zan era notoriamente un altro: imporre coattivamente il nuovo ordine mentale e il pensiero unico eroticamente corretto, funzionale alla decostruzione di ogni residua figura dell'identità e della famiglia come fortilizi di resistenza al nichilismo relativista della civiltà dei mercati. Sacrosanto combattere contro le discriminazioni, abominevole combattere contro le identità sessuali". Così Diego Fusaro, filosofo torinese, affida ai social network la propria riflessione sul tema del giorno, il Ddl Zan che è stato 'mandato in soffitta' al passaggio in Senato.

 

 

Il disegno di legge contro l’omotransfobia, approvato nel novembre dello scorso anno alla Camera, è rimasto vittima al Senato della tanto temuta ’tagliola'. La richiesta di non passaggio agli articoli presentata da Lega e Fdi ha infatti ottenuto 154 voti favorevoli a fronte di 131 contrari (2 gli astenuti). Il voto segreto richiesto dai senatori Roberto Calderoli e Ignazio La Russa, e ammesso dalla presidente di Palazzo Madama Elisabetta Casellati non senza critiche da parte di Pd, M5S e Leu, ha lasciato mano libera ai ’franchi tiratori' comportando così l’affossamento di un testo su cui centrodestra e centrosinistra si sono dati battaglia per mesi senza trovare un’intesa.

 

 

Il Pd proprio all’ultimo, e temendo di non avere i numeri come poi si è verificato, ha cercato una mediazione in extremis schierando in campo direttamente il ’papà’ del ddl, ovvero Alessando Zan, il quale non può che essere amareggiato per l’esito della partita. "È una pagina nera per la nostra democrazia e i diritti" confessa il deputato dem, sottolineando il dato che"purtroppo una forza politica si è sfilata dalla maggioranza". "FI si è compattata con la destra sovranista - aggiunge - per un gioco legato alla partita del Quirinale".