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Ddl Zan bocciato in Senato, esultano Pillon e Adinolfi: "Giornata di liberazione"

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Che il centrodestra fosse tendenzialmente contrario all'introduzione del Ddl Zan contro l'omolesbobitransfobia, era cosa nota. Dalle frange ultra-cattoliche ai liberali, il disegno di legge in questione ha inquietato più di un parlamentare e opinionista di area tory, mentre la battaglia politica, come spesso accade, si allontanava dalle questioni di merito trasformandosi sempre più in una lotta nel fango. Oggi, nel giorno del passaggio in Senato, i parlamentari di Palazzo Madama hanno bocciato a maggioranza il famigerato Ddl e ovviamente nei rispettivi schieramenti si sono scatenate le due opposte reazioni di esultanza o delusione. Ferma restando la condanna alla discriminazione verso le persone omosessuali, arriva il grido di esultanza di due delle 'bestie nere' del mondo Lgbt, Simone Pillon, senatore leghista, e Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia. 

 

 

"Oggi è una giornata di liberazione dopo milletrecento giorni di resistenza a un ddl liberticida che avrebbe riportato indietro l’Italia. Saremmo ritornati alle leggi fascistissime del 1925 in cui per gli oppositori politici si prevedeva scioglimento dei partiti e carcere. Questo prevedeva il ddl Zan ai danni di chi si fosse opposto alla piattaforma Lgbt ’voluta dall’Europa', dopo aver applicato il marchio di infamia dell’averci descritto tutti come omofobi. Il Popolo della Famiglia si è opposto e ha resistito anche nei mesi in cui sembrava impossibile opporsi e resistere. Ha contribuito a creare un ragionamento sulle vere motivazioni del ddl Zan e da quel ragionamento poi l’istanza di libertà ha vinto con l’istinto totalitario presente in quella legge. Abbiamo vinto per la libertà di tutti, inclusi gli Lgbt che oggi ancora non capiscono quanta violenza ci fosse in quel ddl, che avrebbe fatto precedente. Ora si deve ritornare in Parlamento a discutere delle vere priorità del Paese: lavoro, abbattimento dei folli aumenti dei costi per la vita delle famiglie, denatalità, assistenza alle fasce più deboli a partire da disabili, malati, anziani a cui non si può proporre come soluzione il suicidio. Quella contro l’eutanasia sarà la prossima grande battaglia del Popolo della Famiglia. Anche quella, spes contra spem, la combatteremo con coraggio. A noi la battaglia, a Dio questa vittoria" così Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia (PdF), commenta il voto del Senato sul ddl Zan. 

 

Non meno entusiasta l'avvocato Pillon, del foro di Perugia. In un video su Facebook appena dopo il voto, il senatore del Carroccio ribadisce che "di questo Ddl non si sentirà più parlare per un bel po'" e che "è un bel respiro di sollievo, ferma restando la condanna a ogni discriminazione e violenza. Continuiamo a ritenere che il Ddl Zan fosse una legge sbagliata e ideologica, che sotto una foglia di fico di cose condivisibili come la parità e il rispetto, mirava a introdurre una ideologia per cui maschio e femmina sono solo concetti culturali e ciascuno può scegliere di essere ciò che vuole: il problema è che questa legge voleva inculcare ai bambini queste follie e mettere il bavaglio a tutti i cittadini italiani, che non avrebbero più potuto parlare liberamente contro queste teorie".