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L'omicidio di Frosinone, spiegato bene: cosa rischia il tabaccaio, la politica si divide

Christian Campigli
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Una sottilissima linea di confine. Impercettibile. Che divide la legittima difesa della propria incolumità fisica e di quella dei familiari, con il brutale omicidio, compiuto nel più totale disprezzo della vita altrui. La tentata rapina nella villa di Sandro Fiorelli, il tabaccaio di cinquantanove anni di Santopadre, un piccolo comune di appena mille anime, in provincia di Frosinone, torna ad agitare la politica italiana. L’uomo, che ieri sera ha sorpreso i ladri in casa ed ha sparato, uccidendo Mirel Joaca-Bin, un rumeno di trentaquattro anni, è indagato a piede libero per eccesso colposo di legittima difesa. La procura, al momento, ha escluso l’ipotesi di omicidio, come in altri casi simili. Una disparità di interpretazione dovuta non solo alla dinamica dello specifico episodio, ma anche alla legge vigente, fortemente voluta dal centro destra, ma approvata dopo larghe modifiche parlamentari. Che, se non ne hanno snaturato la ratio, l’hanno resa certamente più morbida e ambigua in certi passaggi tecnici essenziale e, di conseguenza, più facilmente interpretabile dal magistrato di competenza.

 

 

“Il punto centrale è la questione relativa all’eccesso colposo - sottolinea l’avvocato Daniele Ingarrica -  Se in linea di principio lo ritengo corretto e necessario, vedo nella sua possibile applicazione non pochi problemi. Dov’è il limite per la sua applicazione? Come è possibile determinare che un soggetto si sia trovato in uno stato emotivo tale da poter utilizzare la causa di esclusione della colpa?  Probabilmente sarà necessaria una perizia psicologica. Ma questa sarà in grado di valutare un aspetto emotivo avvenuto anni prima? A queste domande purtroppo non può esserci una risposta certa”. L’ipotesi degli investigatori è che, nel caso di Santopadre, una volta scoperto il malvivente avrebbe puntato la propria pistola contro il tabaccaio. Quest’ultimo, temendo per la propria vita e quella del figlio, avrebbe a sua volta fatto fuoco col suo fucile, uccidendo il trentaquattrenne rumeno.

 

 

Umana pietà per la vittima - ha annotato il senatore di Fratelli d'Italia Massimo Ruspandini - ma noi pensiamo che sia un gesto di legittima difesa e speriamo che la giustizia prevalga”. Impossibile citare tutte le critiche piovute da sinistra alla norma fortemente voluta dal Carroccio. Basti ricordare le parole di Giuliano Pisapia (“alla politica spetta il compito di evitare di strumentalizzare episodi drammatici, modificando norme che funzionano e garantiscono quel difficile equilibrio che costituisce un vero e proprio baluardo di ogni democrazia”) e di Roberto Saviano (“l’attuale legge rappresenta solo un tentativo di conquistare voti sfruttando le paure spesso ingiustificate dei cittadini italiani”). Polemiche, posizioni antitetiche e la necessità di mettersi intorno ad un tavolo e apportare le necessarie migliorie alla legge attuale. Sullo sfondo il dramma di un onesto cittadino che ha ucciso, sia pur per legittima difesa (eccessiva o no lo stabilirà la magistratura) un altro essere umano. E che, certamente, non dimenticherà facilmente quella notte.