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Si infiamma lo sciopero dei Taxi: praticamente fermi in tutte le città

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Tassisti ancora in piazza a Roma per chiedere l’applicazione dell’accordo raggiunto con il governo tre anni fa per la regolamentazione delle piattaforme di noleggio con conducente. "L’abusivismo nel nostro settore dilaga - gridano i manifestanti - tanti servizi come quelli ’con conducente' non possono essere assimilati al servizio taxi e la politica su questo è immobile". La manifestazione, unita alle otto ore di sciopero indetto da Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi, si sta svolgendo sotto al ministero dello Sviluppo Economico e si sposterà nel pomeriggio davanti alla sede del ministero dei Trasporti.

 

"Siamo in piazza perché sono tre mesi che chiediamo un incontro con il governo, perché la nostra legge quadro nazionale è tronca, mancano i decreti attuativi che delimitano gli abusivismi - continuano i tassisti - La ripresa c’è per tutti, tranne che per noi: l’abusivismo senza regole e con le piattaforme digitali ci stanno mangiando il nostro potere d’acquisto. Il governo deve riaprire i tavoli interministeriali per emanare questi decreti". 

 

 

"Nelle più grandi città italiane i tassisti sono fermi da questa mattina alle otto. Una delegazione di alcune centinaia di tassisti si trova sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico: manifestiamo per una regolamentazione delle app e contro l'abusivismo nel settore" scrivono ancora i sindacati in una nota congiunta. I sindacati aggiungono che "più dell'80% dei conducenti ha aderito al fermo nazionale" che oltre a Roma ha una serie di presìdi nelle città di Milano, Genova, Firenze e Napoli. Tutti i principali scali aeroportuali e ferroviari sono praticamente fermi ed è quasi impossibile trovare un taxi".