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No Green Pass a Trieste, la versione di Fusaro: "Violenza ingiustificabile del Governo, dimostra la sua debolezza"

Diego Fusaro

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Una lunga diretta social quella di Diego Fusaro, pensatore e filosofo torinese, per fare il punto sulle proteste No Green Pass - di cui è fermo sostenitore - a Trieste e, più in generale, sullo stato dell'arte dello scontro fra Governo e manifestanti in tutto il Paese negli ultimi giorni. "Trieste è ormai l'epicentro della battaglia contro il Leviatano tecno-sanitario" afferma Fusaro "e per il Governo ormai è diventata una battaglia simbolica per far vedere che si riesce a dominare la protesta. Avete visto le immagini incredibili degli idranti che sparano acqua sui manifestanti, per fortuna ancora solo quella, simbolicamente anche per spegnere la fiamma della protesta in nome della libertà. E se avessero semplicemente innaffiato i semi di quest'ultima?" si chiede. 

 

 

Intanto, a Trieste,  "è nato qualcosa di grande, le persone stanno uscendo dal lockdown cognitivo e stanno iniziando a resistere al Leviatano tecnosanitario. La traiettoria disegnata ormai da tempo è quella di una svolta autoritaria, di una riorganizzazione complessiva che non è mai stata semplicemente un'emergenza, ma molto di più, è il laboratorio di produzione di nuovi assetti politici ed economici" continua Fusaro. "A due anni, siamo di fronte alla prova provata. Troppo tardi, ma occorre resistere in maniera democratica e pacifica, usare la forza della ragione contro la ragione della forza che sta usando il Governo. In questo modo, o la rivolta si diffonderà su scala globale o c'è il rischio che venga repressa manu militari, addirittura con l'esercito. Il Governo sa bene che la posta in palio è alta". 

 

 

Ma le proteste nel capoluogo Friulano nasconono anche rischi e insidie: "Per il finesettimana a Trieste si attende l'epifania dei black block, lo dicono già i giornali, ma chi sono? Li vedemmo già operativi al G8 di Genova, sono soggetti vestiti di nero, a volto coperto, che spaccano vetrine e usano metodi violenti e condannabili e poi scompaiono. In questo modo legittimano l'intervento armato delle forze dell'ordine che poi vanno però a reprimere i manifestanti pacifici, non i facinorosi che intanto si sono dileguati. In questo modo la violenza organizzata dei black block, lasciata passare se non addirittura utilizzata ad hoc dal potere, legittima l'intervento repressivo delle forze dell'ordine. Questo è il rischio concreto di quello che potrebbe accadere a Trieste. Avete visto i portuali che hanno protestato in maniera pacifica e garbata, seduti per terra, e sono stati colpiti dalla violenza sorda e ingiustificabile che dimostra la debolezza del potere, non la sua forza. E' già una vittoria per i manifestanti aver fatto cadere la maschera al potere" afferma il saggista torinese.