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Green pass, dai medici compiacenti al caso di Pippo Franco: Italia popolo di furbetti

Christian Campigli
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Italiani, un popolo di santi, poeti, navigatori e di furbetti. Non bastavano le decine di dipendenti pubblici che, una volta firmato il contratto e ottenuto il “posto fisso”, timbrano il cartellino e poi si recano al supermercato, a svolgere un secondo lavoro (ovviamente in nero) o in palestra. Complice la pandemia, ora son spuntati come funghi nel nostro paese anche i furbetti del green pass. In questo caso specifico, dell'esenzione da vaccino, per essere precisi. I carabinieri dei Nas di Catania hanno deferito all’autorità giudiziaria quattro medici operanti nella provincia etnea. L’indagine trae origine dalle verifiche condotte nell’ambito delle attività di controllo, che i militari stanno portando a termine negli hub del territorio siciliano, per accertare la corretta applicazione delle procedure finalizzate al rilascio del green pass.

 

 

Diventato obbligatorio, anche sui luoghi di lavoro, dallo scorso venerdì 15 ottobre, l’attenzione è stata estesa sulla documentazione sanitaria non ancora evasa, presentata da numerosi cittadini che hanno chiesto l’esenzione alla vaccinazione, corredata da certificazioni mediche non rilasciate dai vaccinatori, come stabilito dalle vigenti disposizioni emanate dal Ministero della Salute, bensì da dottori di medicina generale e sanitari liberi professionisti, che non operano nell’ambito della campagna di vaccinazione contro il Covid. I professionisti denunciati, invece, certificavano che i loro pazienti potevano “essere ammessi in qualunque ambiente di vita e di lavoro non presentando sintomi o segni di malattie infettive o contagiose in atto”. In sostanza, una vera e propria truffa. Simile negli effetti, ma diversa nella forma, dalla vicenda legata al comico Pippo Franco, pizzicato, due settimane fa, con un green pass che non ha convinto i carabinieri. La procura di Roma sta indagando su un presunto giro di certificati fasulli forniti da un dentista della Asl di Roma 2. Il candidato del centrodestra guidato da Enrico Michetti alle elezioni amministrative della capitale, che ha ottenuto solo trentadue preferenze, avrebbe pubblicato all'inizio del mese una sua foto, proprio nello studio dentistico incriminato.

 

 

Il conduttore, che ha presentato per quasi due decenni spettacoli memorabili al Bagaglino, ha specificato di non aver ottenuto il certificato verde dal suddetto dentista. I militari dovranno ora far luce su un caso che lascia perplessi e pone ombre poco simpatiche sull'artista romano. Una vicenda grottesca, che evidenzia, ancora una volta, come gli italiani siano poco avvezzi al rispetto delle regole. Soprattutto quelle che lasciano spazi ai “colpi di genio”. Si tratta di un episodio isolato o, nelle prossime settimane, emergeranno casi analoghi in tutta Italia? E soprattutto: perché il Governo dei Migliori, convinto della bontà salvifica (per la salute dei cittadini e per il rilancio dell'economia nazionale) del siero da inoculare, non ha scelto la via più radicale, quella dell'obbligo vaccinale? Dubbi, ambiguità e una solida certezza: quei soggetti che all'estero verrebbe definitivi “delinquenti”, qua da noi vengono catalogati come “furbetti”. E non per tutti questo epiteto ha un'accezione negativa.