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Trieste, boom di tamponi al porto. Rojc contro Paragone: "Rispetti i martiri delle vere dittature"

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"L’operatività del porto di Trieste sta tornando a regime. Il traffico stradale recupera già dal primo pomeriggio, dopo il blocco della viabilità gestito ieri dalle forze dell’ordine per motivi di sicurezza. Grazie alla riapertura stamattina del varco 4, e al graduale via libera all’accesso dei camion, alle ore 17 il numero di mezzi transitati in totale per i gate 1 e 4 era di circa 3500 veicoli, mentre ieri è stato di 2000 veicoli nel corso delle 24 ore". Lo rende noto l’autorità portuale di Trieste. "Il rallentamento delle attività non ha interessato il traffico marittimo e l’operatività interna al porto - spiegano - anche oggi come nel fine settimana, 11 le navi all’ormeggio, incluse le petroliere e le navi da crociera".

 

"Riaperto anche il traffico ferroviario con 5 treni manovrati nella prima mezza giornata di oggi da Adriafer. Nessuna congestione delle attività al porto di Monfalcone dove le attività proseguono regolarmente. Cresce esponenzialmente la richiesta di tamponi da parte dei lavoratori presso l’ambulatorio medico del porto nuovo di Trieste, attivato dall’Autorità di Sistema Portuale: dalle 50 richieste di venerdì scorso, si è passati a 200 tamponi effettuati al giorno. Per poter accogliere tutte le domande, si prevede di fare un servizio anche la domenica sera ed estendere l’orario attuale (6-10 e 18-21)".

 

 

"Trieste ha subìto in questi giorni una pressione sull’ordine pubblico che ha avuto contraccolpi sulla vita quotidiana dei cittadini, preoccupati anche per la loro incolumità. Auspichiamo che qualsiasi altra eventuale manifestazione sia vagliata e si tenga solo se autorizzata. E mentre piazza Unità è nella sostanza occupata, vorrei invitare il collega Paragone, se non riesce a rispettare la nostra democrazia e il lavoro delle forze dell’ordine, almeno a rispettare la memoria dei martiri di Tienammen, loro sì vittime di una dittatura vera". Lo dichiara la senatrice Tatjana Rojc (Pd), replicando al senatore Gianluigi Paragone, che ha definito lo sgombero del porto di Trieste "quasi la Tiennamen italiana".