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Ecco il piano dell'Ordine di Hagal, l'inquietante gruppo neonazista smantellato oggi dalla Polizia

Christian Campigli
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Svastiche, bracci tesi e un'idea della politica ferma agli anni Quaranta. Una concezione del mondo, del rapporto con le persone e degli strumenti da usare per il raggiungimento del potere non solo obsoleta e fuori dal tempo, ma soprattutto illegale. Nelle prime ore di questa mattina, la polizia di Napoli ha eseguito numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di ventisei persone, indagate per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista, nell'ambito di una complessa indagine svolta dalla digos partenopea e dalla direzione centrale polizia di prevenzione - servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno. Le perquisizioni, che interessano le province di Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara, sono state portate a termine  con la collaborazione del servizio della polizia postale e delle comunicazioni.

 

 

Durante le indagini, sono state intercettate numerose telefonate, che avevano come tema la raccolta  di armi e la programmazione di “eclatanti azioni violente”, secondo quanto riferisce in un comunicato il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo. Al centro dell'inchiesta un fantomatico gruppo denominato  "Ordine di Hagal", presente su web con un proprio sito internet. L'associazione era caratterizzata da “una rigida compartimentazione informativa in base al livello gerarchico raggiunto e volta a realizzare un avanzato addestramento militare dei suoi adepti, alcuni dei quali risultano aver frequentato, anche all'estero, corsi per l'utilizzo di armi da sparo corte e lunghe e per l'addestramento in tecniche di combattimento corpo a corpo”. I nipotini di Hitler avevano “stretti contatti e frequenti rapporti” con formazioni ultra nazionaliste ucraine apertamente neonaziste. Tra queste figurano il Battaglione Azov, la Misantrophic Division, il Pravi Sector e Centuria. I contatti con tali compagini erano tenuti “anche in vista di reclutamenti nelle fila di tali gruppi militari combattenti”.

 

 

Secondo gli inquirenti, Maurizio Ammendola e Michele Rinaldi, di 40 e 46 anni, presidente e vicepresidente dell'Ordine di Hagal, sarebbero i leader dei suprematisti nostrani. La base operativa si trovava a Napoli, ma, grazie all'aiuto di ex soldati ucraini, i campi di addestramento si sarebbero tenuti in numerose città italiane. Vere e proprie lezioni di tecniche di combattimento, uso di armi e metodologia per la gestione degli esplosivi. Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare munizioni, armi soft air modificate, un paio di lanciagranate e una vasta gamma di abbigliamento tattico militare. Odio razziale (in particolar modo nei confronti degli ebrei), negazione dell'olocausto e apologia del fascismo erano all'ordine del giorno. Un gruppo di persone potenzialmente pericolose. Fuori dal tempo, dalla logica e dalla politica attuale. Che hanno continuato fino ad oggi a seminare odio e a danneggiare anche la destra moderata e post fascista presente nel nostro paese.