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Centrodestra, la strigliata di Capezzone a Salvini e Meloni: "Ripartire da Reagan e... Clint Eastwood"

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"Solo una bussola puntata nella direzione della libertà" può offrire "al centrodestra e alla destra, non solo in Italia, un’adeguata cassetta degli attrezzi per tentare di affrontare le sfide del nostro tempo". Lo scrive Daniele Capezzone in uno dei passaggi finali del libro "Per una nuova destra" (Piemme editore), in cui l’ex leader radicale e poi portavoce del Pdl sembra vestire i panni, forte di un’adesione in toto al sistema e allo spirito anglosassoni, del ’whipper’, del fustigatore, per incalzare il centrodestra sul piano dei contenuti e della forma comunicativa. Non teme le martellate che, come il grillo parlante di Pinocchio, dovessero riservargli Matteo Salvini e Giorgia Meloni, soprattutto, di fronte ai consigli non richiesti e nelle 244 pagine del saggio dal sottotitolo programmatico "Antitasse, pro libertà, dalla parte dei dimenticati dalla sinistra".

 

 

In mezzo, tra un centrodestra in cerca di un federatore e un centrosinistra visto come pericolosamente incline allo statalismo e alla tutela dei già tutelati, una carrellata sui sentieri del pensiero politico conservatore, in cui al centro viene posta la libertà dell’individuo e dell’impresa. Basta con i "shy tories", i "conservatori timidi", nell’era della comunicazione aggressiva e delle idee-forti i punti di riferimento sono Grover Norquist e il suo "lasciateci in pace" soprattuto fiscale, per tornare un po' indietro con Milton Friedman e Friedrich von Hayek. Ma c’è posto anche anche per il buon vecchio Clint, proprio lui, il mito del cinema Clint Eastwood, che "non è solo una maschera: virile, dura, consapevole" ma "è una visione della vita" fatta di "diffidenza nei confronti dello Stato, del potere e dei suoi abusi, delle burocrazie ottuse e dei media nevrastenici". In una frase, "lo spirito di Clint, infatti, è ciò che a mio avviso manca di più alla destra italiana". 

 

Ancora sui due leader del centrodestra attuale. Salvini dovrebbe decidere quale immagine dare: "forse non più quella di un leader di destra dura o di destra sovranista ma quella di un leader pragmatico e post-ideologico", in modo da avvicinarsi al profilo del "federatore" quale è stato Silvio Berlusconi. Meloni? Ha intelligentemente conquistato il vertice in Europa della famiglia dei conservatori ma "per paradosso enfatizza il rapporto con i polacchi mentre non cita quasi mai le origini conservatrici britanniche del movimento europeo che attualmente presiede".