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No Green Pass, portuali di Trieste: "Non molliamo, il presidio va avanti". Mulè: "Protesta senza argomenti"

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"Abbiamo deciso insieme, tutti i portuali e i lavoratori di Trieste, che il presidio va avanti fino al 20 ottobre. La riunione del 30 a Roma è solo un’opportunità, ma la gente non ha intenzione di mollare". Così in un video il leader dei portuali di Trieste Stefano Puzzer. "Riguardo alle mie dimissioni - ha aggiunto facendo riferimento alle dimissioni dal Comitato lavoratori portuali Trieste -, sono dovute al fatto che non è giusto che le responsabilità di portare avanti il presidio fino al 20 ricada sul Clpt. Questa responsabilità ricade su tutti i portuali in generale, e io sarò il loro portavoce. Noi fino al 20 saremo qui in presidio, non si molla niente. Scusatemi se ho fatto qualche errore, ma un errore in 5 giorni può capitare a tutti", ha aggiunto facendo riferimento al comunicato, poi rettificato, in cui si annunciava il ritorno a lavoro. 

 

 

"Al porto di Trieste vacilla lo sciopero ad oltranza dopo appena due giorni? Come ho già detto si tratta di una protesta senza ragioni e argomenti validi. Perchè il Green Pass è uno strumento liberale che tutela un diritto naturale: difendere la salute e la vita nostra e degli altri (Berlusconi dixit). Questa è la vera libertà. Una libertà che veniva invece fortemente limitata un anno fa dall’ennesimo Dpcm del governo Conte. Con questo governo, e i dati parlano chiaro, la musica è cambiata: vacciniamo a gran velocità (da 130.000 al giorno a oltre 500.000), ci avviciniamo al l’immunità di gregge (oltre l’80% di immunizzati, la soglia del 90% è a portata di mano), cresce l’economia ( Pil + 6,1%, investimenti +17.7%, occupazione totale +6,1%)", scrive in un post su Facebook il Sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè.

 

"Non suoniamo più sul Titanic che affonda ma su un Paese che rinasce e si riprende. Grazie ai vaccini. Solo e grazie ai vaccini. E a un governo fortemente voluto da Silvio Berlusconi che sta risolvendo come da programma l’emergenza sanitaria, economica e sociale" conclude Mulè.