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Landini a Roma: "Questa piazza rappresenta l'Italia. Ora però non passiamo dalla pandemia Covid a quella salariale"

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"Questa bellissima piazza parla a tutto il Paese" ed è "di tutta Europa". Lo dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini - ricordando anche il sostegno e le manifestazioni in Europa e nel mondo - da Piazza San Giovanni intervenendo dal palco della manifestazione indetta dai sindacati contro i fascismi. Questa - osserva - "non è solo una risposta allo squadrismo fascista, è qualcosa di più: questa piazza rappresenta tutta l’Italia che vuole cambiare il Paese, che vuole chiudere la storia della violenza politica. Essere antifascisti non vuol dire che si è contro qualcuno, lo si è per garantire la democrazia di tutti e i principi fondamentali della nostra Costituzione. Tutto il governo assuma questa sfida e apra una fase di grande cambiamento sociale. Noi vogliamo essere protagonisti del cambiamento".

 

 

"C’è un primo atto che chiediamo al governo. Le forze che si richiamano al fascismo e che usano violenza devono essere sciolte. Questa piazza chiede atti concreti e non chiacchiere. Dalla solidarietà si deve passare all’azione concreta" aggiunge Landini. E ancora: "È il momento che lo Stato dimostri la sua forza democratica nell’applicazione delle leggi e della Costituzione" 

 

 

Sul lavoro: "Dei circa 500mila posti di lavoro più dell’80% sono contratti a termine, e solo l’1% hanno durata oltre un anno. Abbiamo bisogno di creare lavoro stabile. Noi dobbiamo ridare fiducia. Non si è poveri perché disoccupati ma si è poveri anche quando si lavora. È un modello sociale sbagliato. Serve un Piano straordinario per lavoro e occupazione. La lotta per il lavoro, per la democrazia è anche lotta alla povertà - osserva Landini - il disagio sociale e la precarietà indeboliscono la democrazia. Devono capirlo il governo e il partiti. Abbiamo bisogno di investimenti europei, di una ripresa degli investimenti pubblici e privati. E lo dico secco, con un messaggio chiaro al Governo: non passiamo dalla pandemia del virus alla pandemia salariale" conclude Landini.