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Foggia, padre orco picchiava e stuprava la figlia minorenne: arrestato mentre scappava

Christian Campigli
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Una concezione lontana anni luce dal vero amore. Da quel sentimento assoluto, intenso e indissolubile che lega un padre alla propria figlia. Una storia che mette i brividi, pone interrogativi e fa riflettere. I carabinieri della compagnia di Vico del Gargano, piccolo centro in provincia di Foggia, hanno arrestato a Firenze un uomo, accusato di violenza sessuale e maltrattamenti, reati perpetrati nei confronti della figlia. L'uomo è stato prima fermato, poi è scattata la custodia cautelare, con l’arresto in carcere. Le indagini sono partite dalla disperata richiesta di aiuto agli uomini in divisa di Vico da parte di una ragazza minorenne, fuggita dalla casa dove viveva con i genitori. La vittima, dopo aver chiesto conforto al nonno, si è presentata al comandante della stazione e ha raccontato i maltrattamenti insopportabili subiti, le vessazioni, le minacce, le ingiurie e le percosse con la cintura usata dal padre, che l'ha costretta a subire anche violenze sessuali. Fondamentale la figura del nonno, che non ha esitato un attimo a difendere la propria nipotina e a convincerla a rivolgersi ai carabinieri.

 

 

Per denunciare l’orco, ma anche per chiedere un immediato aiuto. E porre fine a quella che era diventata la sua quotidianità: botte, insulti e stupri. Un orrore continuo, portato avanti di fronte alla madre, che non ha mosso un solo dito per difenderla. Dopo l’ennesimo abuso, il malvivente si è accorto che la figlia era fuggita dalla propria abitazione. Ha verosimilmente compreso quello che sarebbe potuto accadere, ovvero l’intervento delle forze dell’ordine e ha così deciso di scappare. Coniglio fino in fondo, dopo esserla presa con un’indifesa teenager non ha nemmeno avuto gli attributi di affrontarne le conseguenze. Una scelta, quella di fuggire, che per certi versi ha favorito il lavoro dei carabinieri, che hanno così potuto far scattare la misura del fermo di indiziato di delitto. Il minuzioso lavoro svolto dagli agenti della stazione di Vico del Gargano ha consentito di individuare e arrestare l’indagato a Firenze, ad oltre seicento chilometri di distanza.

 

 

Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi che il capoluogo gigliato fosse solo una tappa intermedia, prima di far perdere le proprie tracce all’estero. Andranno poi approfondite le modalità con le quali l’uomo voleva superare il confine, se in auto (direzione Austria o Francia) o imbarcandosi a Livorno. I militari stanno anche lavorando per capire se lo stupratore abbia avuto o meno un appoggio logistico nella città natia di Dante Alighieri e Niccolò Machiavelli. Il grave quadro indiziario ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con le accuse di violenza sessuale, maltrattamenti contro famigliari e conviventi, aggravati dalla continuazione e commessi nei riguardi di una minore. Una storia orrenda, densa di squallore e di un concetto antitetico a quello di vero amore.