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Batterio nell'acqua del rubinetto: dissenteria, vomito e febbre per 270 persone. Allarme in Italia

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Un batterio termoresistente nell'acqua del rubinetto, per l'esattezza il Clostridium perfringens, avrebbe provocato in 270 persone tra San Valentino in Abruzzo Citeriore e Scafa (nel Pescarese), dissenteria, vomito e febbre. Una conclusione arrivata dopo tutte le analisi del caso. Il Comune, trattandosi di un batterio che resiste alle alte temperature, sta predisponendo un'ordinanza con cui si vieta qualsiasi utilizzo dell'acqua a scopo alimentare, anche se in precedenza bollita. Un provvedimento che arriverà appena l'Asl renderà ufficiali i dati degli accertamenti effettuati.

 

 

"Siamo comunque in attesa - hanno fatto sapere dal Comune - dei risultati microbiologici e delle coprocolture (raccolta feci) effettuati su pazienti sintomatici, a campione, nella giornata di martedì 12 ottobre. I test di coprocoltura sono stati concordati con la Asl ed effettuati gratuitamente". L'acquedotto nel mirino è gestito direttamente dal Comune di San Valentino, che ora si sta occupando, attraverso la Protezione civile, di garantire la fornitura idrica con le autobotti.

 

 

Intanto il gruppo consiliare di opposizione Solo passione di San Valentino in Abruzzo Citeriore ha attaccato il primo cittadino Antonio D'Angelo: "Il sindaco e l’amministrazione si assumano le loro responsabilità ammettendo il fallimento su tutti i fronti: prevenzione, comunicazione e gestione. Si autosospendano dall’incarico e affidino alla protezione civile regionale il governo dell’emergenza - si legge -. Ora si devono preoccupare di rimborsare i cittadini che hanno subito danni fisici, economici e morali. Ad esempio i lavoratori autonomi, che non stanno lavorando e non hanno tutele, le persone anziane che già soffrono di problemi sociali e sanitari che si sono visti aggravare la condizione, le imprese che utilizzano l’acqua nel ciclo produttivo, i ristoranti, i bar. Siamo alla vigilia di un maxi danno economico che esporrà l’amministrazione comunale a probabili risarcimenti con precedenti a favore dei concittadini e imprese danneggiate”. Insomma, una grana di difficile gestione.