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No Green pass, l'analisi degli scontri a Roma e Milano: il fiume della violenza è trasversale

Pietro De Leo
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Il bilancio degli scontri di piazza ad opera delle frange violente della protesta sul green pass tracciano uno scenario molto doloroso. A Roma risaltano tre istantanee: la violazione della sede della Cgil, senz’altro, ma anche il blindato della Polizia parcheggiato a proteggere il portone di Palazzo Chigi da un assedio che pareva imminente; e infine l’assalto al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I. Istituzioni, sindacati e ospedali, un “triangolo” simbolico della violazione, quasi in contemporanea, dei fondamenti della vita civile di un Paese. Per la degenerazione violenta delle proteste nella Capitale è chiara la matrice ideologica di estrema destra (chiamarli “fascisti”, come avviene comunemente, è un errore storico).

 

 

Nel contempo, però, per i tafferugli accaduti a Milano metà circa dei denunciati appartiene al mondo antagonista. Così come, lungo i mesi, inchieste delle Forze dell’Ordine hanno portato ad iniziative contro frange no-vax dedite alla “schedatura” sul web, in alcuni casi con tanto di numeri di cellulare, di scienziati o giornalisti favorevoli ai vaccini. Questo suggerisce come il fiume della violenza ideologica sia trasversale e plurimo, e le pulsioni stiano eruttando in un momento particolarmente delicato per il nostro Paese. Di fronte ad una circostanza del genere, il gioco al rimpallo della sinistra, che chiama i partiti più identitari del centrodestra, Fratelli d’Italia e la Lega, quasi a doversi “scusare” per presunte quanto inesistenti contiguità, non aiutano a risolvere il problema. Se la violenza politica diventa una clava da utilizzare contro l’avversario in Parlamento se ne squalifica la portata, che invece deve essere colta in tutta la sua gravità, ossia di un attacco alla democrazia, in misura certamente minoritaria ma non per questo meno pericolosa.

 

 

E allora, di fronte a questo, è necessario “federare” un impegno corale di tutte le forze politiche per disinnescare tutte le sacche di violenza ideologica. Dagli ambienti di estrema destra ai centri sociali, fino alle frange più massimaliste dell’antiscienza. Lavorando su monitoraggio e prevenzione (esattamente come per una malattia), con una volontà politica che sia unanime e costante. O si utilizza uno slancio “Costituente”, oppure non se ne verrà mai a capo, e assisteremo sempre all’iniziativa pericolosa di qualche gruppo che si presterà, volontariamente o meno, a fare “l’utile idiota” di chi ne utilizza le gesta nella contesa elettorale o nel confronto democratico.