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Concorsi truccati all'Università, indagato Massimo Galli: le accuse e la collega che ha osteggiato il suo piano | Foto

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Una inchiesta scuote il mondo della sanità, coinvolgendo anche l'infettivologo del Sacco di Milano, Massimo Galli. L'infettivologo è indagato in un’inchiesta milanese su presunti concorsi universitari truccati. L’ipotesi di reato mossa al primario dell’ospedale Sacco, come professore ordinario di malattie infettive all’Università degli Studi di Milano, è che, nella veste di presidente della commissione giudicatrice della selezione bandita nel giugno 2019 per un posto di professore di ruolo di seconda fascia all’Università Statale avrebbe condizionato l’intera procedura allo scopo di penalizzare un candidato a favore di un altro poi risultato vincente.

 

 

Massimo Galli è indagato appunto anche per falso in concorso con altri tre colleghi, Massimo Andreoni, Giovanni di Perri e Claudio Maria Mastroianni, nell’inchiesta della procura di Milano su concorsi truccati all’università. Nell’esercizio delle funzioni di componenti della commissione giudicatrice di un concorso bandito dall’Università degli studi di Torino per un posto di professore universitario di seconda fascia tenutasi da remoto nel settembre 2020 i docenti, si legge nel decreto dei pm di Milano, sottoscrivevano il verbale nel quale si dava atto che la commissione aveva definito i criteri per l’attribuzione dei punteggi e aveva valutato un candidato. L’infettivologo Massimo Galli avrebbe "turbato con promesse e collusioni" la procedura di selezione indetta nell’aprile 2020 per l’assunzione a tempo determinato, della durata di otto mesi, di 4 dirigenti biologi da assegnare all’Uoc malattie infettive. 

 

 

In particolare, Galli avrebbe fatto stilare "un avviso pubblico modellato sulle caratteristiche delle due candidate che intendeva favorire" e si sarebbe adoperato in modo che "la composizione della commissione giudicatrice in modo da farvi entrare membri a lui favorevoli che avrebbero privilegiato le candidate da lui indicate".

 

 

Le assunzioni, però, non andato a buon fine perché l’operazione venne "fortemente osteggiata" dalla collega di Galli, Maria Rita Gismondo "che aveva prospettato di rivolgersi all’autorità giudiziaria".