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Mafia, è caccia a Messina Denaro: decine di perquisizioni in corso

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Si stringe il cerchio intorno al boss dei boss di Cosa Nostra siciliana, l'uomo ombra latitante da decenni le cui uniche testimonianze sono un breve audio vocale durante un vecchio processo e i famosi identikit divulgati dalle forze dell'ordine. La Polizia di Stato di Trapani, coadiuvata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, sta eseguendo decine di perquisizioni nella Valle del Belice, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, alla ricerca del boss latitante Matteo Messina Denaro. Agenti della squadra mobile di Trapani, Palermo e Agrigento sono impegnati in un’imponente operazione in cui sono dispiegati oltre 150 agenti provenienti anche dai Reparti prevenzione crimine di Sicilia e Calabria. Sul posto anche elicotteri del Reparto Volo di Palermo, pattuglie munite di apparecchiature speciali e unità cinofile.

 

 

Il blitz è rivolto a soggetti sospettati di essere fiancheggiatori del latitante, per i trascorsi criminali e per la loro vicinanza o contiguità alle famiglie mafiose trapanesi ed agrigentine. Al setaccio le località di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Santa Ninfa, Partanna, Mazara del Vallo, Santa Margherita Belice e Roccamena (PA). 

 

 

E intanto arrivano nuove, importanti rivelazioni sul Boss della Mafia. Il Tg2 ha trasmesso in un servizio andato in onda nell’edizione delle 20.30 di ieri le immagini di una telecamera che per pochi secondi riprende il volto di una persona in auto. Secondo gli inquirenti, sarebbe il capo dei capi, Matteo Messina Denaro. Le immagini sono datate 2009 e sono state registrate nell’agrigentino. Nel video si vedono due persone a bordo di un suv. Il passeggero, stempiato e con gli occhiali, è l’uomo individuato come Messina Denaro. Secondo quanto riportato nel servizio a riprendere il tutto è stata una telecamera di sicurezza posta a qualche centinaio di metri dalla casa di Pietro Campo, boss della Valle dei Templi.