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Milano, Greta Thunberg apre Youth4Climate: "Dai politici solo chiacchiere sul clima, servono fatti"

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"Cosa vogliamo? Giustizia climatica. Quando la vogliamo? Ora. Noi vogliamo un futuro sicuro e una giustizia climatica". Così la giovane attivista svedese, Greta Thunberg, si è rivolta ai 400 ragazzi che questa mattina si sono riuniti a Milano per aprire ufficialmente i lavori della Youth4Climate. Il cambiamento climatico, ha sottolineato Greta, "non è solo una minaccia; è soprattutto un’opportunità per creare un pianeta più verde, più sano. Quando si parla di cambiamento climatico io penso subito a posti di lavoro, ai green jobs. Dobbiamo trovare una transizione senza traumi perché non c’è il piano b. Non si può più andare avanti con il bla bla bla". "È tutto quello che sentiamo dai nostri leader: parole che sembrano bellissime ma per ora non hanno ancora portato alcuna azione"

 

 

"Le nostre speranze e sogni annegano in queste parole vuote. Sono 30 anni che sentiamo bla bla bla e dove siamo? Più del 50% di tutte le emissioni di CO2 sono avvenute dal 1990 in poi e un terzo dal 2005 in poi. Tutto questo mentre abbiamo sentito che cosa i leader avrebbero voluto fare ma nessuno sa che cosa hanno fatto" ha continuato Greta, arrigando la folla di coetanei: "Selezionano dei giovani come noi facendo finta che ci ascoltano, ma non è vero, non ci hanno mai ascoltato -  Basta guardare i dati, le statistiche, le emissioni continuano ad aumentare: la scienza non mente. Ma è chiaro che possiamo invertire questa tendenza, è possibile, si può cambiare. E siccome non abbiamo delle soluzioni tecnologiche che possono consentirci di farlo, dovremo cambiare noi. Non possiamo più permettere quelli al potere decidere che cos’è la speranza, non è qualcosa di passivo. La speranza vuol dire agire e viene sempre dalla gente".

 

 

Greta Thunberg e Vanessa Nakate (l'altra attivista, ugandese, che è intervenuta alla prima giornata della Youth4Climate) "hanno fatto un parallelo molto chiaro. C’è il problema del cambiamento climatico, che però è subito in modo diverso in base a dove si vive. Io lo avevo detto in termini un pò diversi, dicendo che è impossibile separare il cambiamento climatico dalle disuguaglianze globali. La stessa definizione di transizione ecologica cambia a seconda del Paese in cui si vive, se in uno del G7 o uno molto vulnerabile". Così il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani . "Al di là dei modi di esprimersi diversi, legati anche a fattori generazionali, sono state dette le stesse cose - sottolinea il ministro -: la crisi climatica è chiara a tutti, ma c’è anche una crisi di disuguaglianza globale che pesa su quella climatica e subisce la crisi climatica in modo diverso, lo hanno tutti chiaro".