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No Vax, oscurata chat Telegram 'Basta Dittatura'. Bassetti: "Ora i processi"

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"Questo canale non può essere visualizzato perchè ha violato i termini di servizio di Telegram". Questo messaggio appare da qualche ora provando ad accedere al canale Telegram "Basta dittatura!", la chat No-vax che contava oltre 40 mila iscritti e coordinava molte delle manifestazioni di protesta in tutta Italia. Nei giorni scorsi la procura di Torino aveva chiesto la "collaborazione volontaria" agli amministratori di Telegram, società che ha sede a Dubai. I reati ipotizzati dai magistrati torinesi erano istigazione a delinquere e violazione della privacy dopo la divulgazione di numeri di telefono e indirizzi di politici e medici. Negli ultimi mesi il canale era stato usato per coordinare le proteste e vi erano stati diffusi alcuni recapiti personali di medici, tra cui l’infettivologo Matteo Bassetti e il presidente dell’Aifa Giorgio Palù.

 

"Speriamo che sia solo l’inizio, visto che già una volta era stato chiuso e poi riaperto. Io mi auguro che chi ha commesso su queste piattaforme reati molto gravi, che vanno dalle minacce allo stalking ad altri, venga perseguito molto rapidamente con processi fatti in maniera tempestiva". Lo dice l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, in relazione alla decisione di Telegram di chiudere il gruppo ’Basta Dittatura' dove era stato diffuso, tra gli altri, il cellulare del primario.

 

 

"Ci sta la protesta civile, ma quando scade nella violenza va rapidamente punita - aggiunge -. Io le denunce che ho sporto le porterò fino all’ultimo grado di giudizio. Chi ha minacciato me, la mia famiglia e i miei collaboratori deve pagare" ha aggiunto il medico, a cui nei mesi sono arrivate varie telefonate di minaccia, oltre ad altri episodi sgradevoli che lo hanno spinto a rivolgersi alla Giustizia.