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Covid, Diego Fusaro: "Ecco come mi comporterei con la pandemia"

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Criticare è facile, proporre alternative fattibili lo è decisamente meno. E molti "gufi" della prima ora, paranoidi e/o ipercritici di qualsiasi decisione politica, cascano dal pero proprio quando gli si chiede cosa avrebbero fatto loro nei panni del decisore. Diego Fusaro, filosofo e professore universitario, da sempre molto polemico per quanto riguarda l'introduzione del Green Pass - a maggior ragione quello "super" introdotto dal nuovo decreto legge - e in generale il "terrorismo sanitario" che nella sua visione delle cose sta dilagando in Italia, certo non ci sta a far la figura del semplice propositore di "pars destruens" e così, in un post Facebook, espone le sue idee in merito. 

 


"Ai tanti che legittimamente mi chiedono 'E quindi tu cosa faresti con una pandemia?', così mi piace rispondere: farei tantissime cose (ad esempio, potenzierei la sanità pubblica), ma sicuramente non mi sognerei di sequestrare i diritti e le libertà costituzionali". Potenziare la sanità pubblica, dunque, evitando eccessive compressioni delle garanzie fondamentali. Forse qualcuno potrebbe legittimamente contestare l'eccessiva semplicità della 'pars costruens' proposta, ma è pur vero che non è Facebook lo spazio delle disamine articolate e complesse. 

 

 

Sempre sul proprio canale social, il saggista torinese cita uno stralcio del suo nuovo libro Golpe globale. Capitalismo terapeutico e grande resetun testo in cui appunto espone dettagliatamente la sua critica alla gestione governativa e globale del virus. Stigmatizzando una particolare categoria: "Malato asintomatico. Il paradosso racchiuso in questa ossimorica categoria degna di Orwell è che, da due anni ormai, siamo trattati indistintamente come malati che devono dimostrare di essere sani. Col tampone, dimostri (a spese tue) di essere sano per 48 ore, per poi regredire nuovamente alla condizione di malato. Se tutti siamo malati in quanto potenziali asintomatici, vuol dire a) che della vita pubblica decidono ora i medici e che b) non ci sono più cittadine e cittadini portatori di diritti e doveri, ma solo malati che debbono adeguarsi alle stringenti prescrizioni mediche".