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Caso del piccolo Eitan, la zia è arrivata in Israele per il processo: "La sua casa è l'Italia, il nonno ha violato la legge"

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Aya Biran, come già anticipato da giorni, è arrivata in Israele con l’obiettivo di riportare Eitan a casa. Ma non potrà presenziare alla prima udienza del processo davanti al tribunale della famiglia di Tel Aviv per via della normativa israeliana che prevede una quarantena di 14 giorni per chiunque entri nel Paese. Intanto, riporta AdnKronos, proprio la prima udienza per la tutela di Eitan Biran, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, è stata anticipata a giovedì 23 settembre. Lo ha confermato l’avvocato che rappresenta la famiglia materna di Eitan e quindi il nonno, Shmueg Peleg, che ha portato il piccolo in Israele una settimana fa. L’anticipo dell’udienza è stato deciso "probabilmente perché si tratta di una istruttoria non breve e complessa". 

 

E dunque si intensifica la "battaglia" per la custodia di Eitan Biran: da una settimana il bambino -che ha perso i genitori, il fratellino minore e i bisnonni da parte di madre nel disastro della funivia del Mottarone - si trova in Israele. Dove è oggi giunta dall'Italia anche zia Aya, che è anche la tutrice legale del bambino. La donna invoca la Convenzione dell'Aja davanti al procuratore generale per riottenere la custodia del piccolo quanto prima, e dovrebbe anche testimoniare alla polizia sulla sua denuncia di rapimento. Secondo la famiglia Biran (cioè il ramo paterno di Eitan), "Aya è turbata dalle notizie sulle condizioni psicologiche e mentali di Eitan, e su ciò che stanno facendo i suoi rapitori mentre è nelle loro mani. La casa di Eitan, infatti, è in Italia". Secondo i parenti italiani di Eitan, il ragazzo deve tornare a casa al più presto, in modo da poter andare a scuola - la prima elementare è appena cominciata - e soprattutto riprendere le cure psicologiche. "Gli zii, i nonni, i suoi cugini, i suoi compagni di classe, il personale terapeutico e riabilitativo e l’intera comunità ebraica, tutti attendono con impazienza il ritorno del piccolo Eitan alla vita di routine e di stabilità che era così importante per lui dopo il disastro".

 

Oggi ha parlato anche l’avvocato Avi Himi, che rappresenta la famiglia Biran. "Eitan sta vivendo una grave tragedia, il suo infortunio e la strada per la sua riabilitazione fisica e mentale sono lunghe. Ma dal momento in cui è nato, ha vissuto in Italia. Lì ha vissuto, è cresciuto, ha acquisito la lingua. Quello è il suo posto naturale". Il legale ha poi aggiunto: "Mi aspetto che lo Stato d’Israele assicuri il suo immediato ritorno in Italia, oggi. Non domani, nè dopodomani" specificando che "ovviamente mi aspetto che il nonno sia perseguito per sequestro, visto che sta violando la legge. Ma chiunque conosca la Convenzione dell’Aja sa che spetta alle autorità israeliane lavorare per l’immediato ritorno di Eitan in Italia".