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Covid, Brusaferro: "Presto per togliere mascherine dalle classi. Terza dose? Non a pioggia, solo per i fragili"

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"È importante riuscire a mantenere la didattica in presenza e, in quest’ottica, è incoraggiante l’adesione molto positiva dei giovani alla campagna vaccinale. Sotto i 12 anni, però, almeno per questa prima parte dell’anno scolastico, non ci si può ancora vaccinare e questo rappresenta un punto debole. Abbiamo visto che in altri Paesi, dove la scuola è cominciata alcune settimane fa, la circolazione del virus è aumentata, quindi non possiamo escludere infezioni e focolai tra gli studenti. Per questo sono importati i protocolli per gestire con attenzione il pre e il post scuola, fasi più pericolose rispetto alle lezioni in classe, dove si sta seduti al proprio posto". Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico Silvio Brusaferro in un’intervista a La Stampa.

 

 

"Il metro di distanziamento è una misura estremamente importante e per noi resta prioritaria. Abbiamo detto che, nelle situazioni in cui il metro non è logisticamente praticabile, magari si può scalare un pò, indossando sempre la mascherina chirurgica, per consentire a tutti di seguire le lezioni in presenza", aggiunge, l’idea di far togliere la mascherina nelle classi in cui sono tutti vaccinati non è azzardata, "quello è lo scenario di arrivo. Con un numero sempre più alto di persone immunizzate, si cercherà di ridurre le misure di sicurezza e le ’barriere'. Oggi non siamo ancora in questa condizione: l’orizzonte di riferimento è una situazione di controllo del virus, con il quale dobbiamo imparare a convivere".

 

 

"Il tampone è solo uno strumento di supporto, che non garantisce un’immunità: se negativo ci dice che, nel momento in cui ci si sottopone al test, con elevata probabilità non si è infetti. Ora, però, sappiamo che l’incubazione del virus con la variante Delta è più ridotta, intorno alle 48 ore, quindi l’obiettivo deve essere quello di contenere al massimo il rischio di trasmissione di un’infezione contratta dopo il tampone", afferma Brusaferro sull’estensione della validità del tampone a 72 ore, "la cosiddetta terza dose, al momento, è uno strumento per mantenere elevata la protezione immunitaria delle persone più fragili. In questa fase stiamo ancora valutando se, quando e a chi fare un’ulteriore iniezione. Il tema, comunque, non è una terza dose a pioggia. È un’ipotesi, che potrebbe svilupparsi con percorsi differenziati, in funzione del rischio individuale e della competenza immunitaria delle persone".