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Saman Abbas, le rivelazioni shock: "Fatta a pezzi e gettata nel fiume"

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Una lettera anonima, da prendere con le pinze e la cui validità deve ancora essere accertata dagli inquirenti. Ma la notizia è clamorosa: una fonte avrebbe dato informazioni chiare e circostanziate per trovare il cadavere di Saman Abbas, la ragazza di origini pakistante scomparsa lo scorso 30 aprile in provincia di Reggio Emilia - ormai lo si può dire con relativa certezza, barbaramente uccisa - nell'ambito di dissidi con alcuni parenti per la sua ribellione alle rigide regole familiari e religiose. A darne la notizia è proprio il quotidiano che ha ricevuto la lettera, inviata alla redazione de "Il Resto del Carlino". La missiva è stata prontamente consegnata agli investigatori per le verifiche del caso. Il luogo indicato è in zona Bagna, nelle valli tra Novellara e Guastalla, dove si troverebbero i resti del cadavere della 18enne, che secondo questa versione sarebbe stata uccisa, fatta a pezzi e gettata nel fiume.

 

 

La lettera, si ripete, non è firmata e dunque c'è necessità ora, da parte degli inquirenti, di verificarne l'attendibilità. Potrebbe essere il macabro scherzo di un mitomane, come spesso succede in questi casi di grande rilevanza mediatica? E se invece la notizia è vera, chi è l'autore, e perché ha aspettato tanto tempo per farsi vivo? Sarà sufficiente per aprire un nuovo fronte nell'indagine che ormai ha da tempo risvolti internazionali? Queste le domande da farsi. Quello che sappiamo per certo è che sulla vicenda la Procura ha da tempo aperto un fascicolo per omicidio volontario e ormai nessuno si aspetta di ritrovare la povera Saman viva. Ci sono cinque indagati: i genitori di Saman, che sono fuggiti in Pakistan, lo zio, accusato di essere l'esecutore dell'omicidio, e due cugini, uno dei quali è stato fermato in Francia.

 


 Il ritrovamento del corpo di Saman potrebbe essere la svolta definitiva nell'indagine, anche se ormai il quadro probatorio degli inquirenti sembra essere decisamente orientato verso la colpevolezza di alcuni familiari della vittima. Troppi gli indizi, e troppo concordanti, a partire dalle chat. Secondo il colonnello dei carabinieri Cristiano Desideri, prima in forze a Reggio Emilia ed attualmente a Firenze, "Abbiamo degli indicatori che ci fanno ritenere altamente probabile la presenza all’estero dei vari autori di questo delitto" e "abbiamo sufficienti elementi per ritenere che lei sia morta. Questo è il quadro e da questo non ci discostiamo". In casi del genere, di segnalazioni ne arrivano sempre tantissime, anche da parte di sensitivi, e le Forze dell'ordine per scrupolo tendono a non scartare nulla a priori. Sono poi gli accertamenti a rivelare se si tratti di verità o di fantasie.