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Caso del piccolo Eitan, gli zii hanno già il biglietto per Tel Aviv: parteciperanno all'udienza del Tribunale

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Or Nirko e la moglie Aya, zii del piccolo Eitan Biran, avrebbero già comprato il biglietto aereo per Tel Aviv dove sperano di poter riabbracciare il nipote portato via dal nonno Shmuel Peleg. Ma la loro partenza non sarebbe prevista per oggi. Lo apprende l’AGI da fonti qualificate. Di sicuro, a quanto emerge, i due saranno presenti all’udienza del 29 settembre davanti al Tribunale della città israeliana quando sarà discusso il loro reclamo per riavere l’affido del piccolo di sei anni, unico superstite dell’incidente del Mottarone, sulla base di quella che ritengono essere stata una violazione della Convenzione dell’Aja. Questo anche se ieri Or, parlando coi giornalisti, aveva spiegato di ritenere competente il Tribunale italiano "perchè il centro della vita di Eitan, la sua casa, è l’Italia". 

 

Il caso che sta tenendo l'Italia con il fiato sospeso approderà domani venerdì 17 settembre, alle ore 21.25, su Retequattro, nel nuovo appuntamento con ’Quarto Grado'. In conduzione Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero. Il programma tornerà proprio sulla vicenda del piccolo, l’unico sopravvissuto alla tragedia in funivia che è costata la vita, il 23 maggio scorso, ai genitori, ai bisnonni e al fratellino minore. Nei giorni scorsi, il nonno di Eitan, Shmuel Peleg, ha portato con l’inganno il nipote in Israele, fatto vissuto come un vero e proprio rapimento dagli zii del bambino. La polizia israeliana ha interrogato Peleg riguardo le accuse e, dopo l’interrogatorio, ha disposto gli arresti domiciliari fino a venerdì.

 

Intanto, Aya Biran - la zia paterna di Eitan, di cui esercita la tutela legale - ha presentato al Tribunale per le questioni familiari di Tel Aviv, la richiesta di far rientrare il piccolo in Italia sulla base della Convenzione dell’Aja. Al centro della puntata ci sarà anche il caso di Denise Pipitone, la bambina di Mazara del Vallo scomparsa il 1° settembre 2004. Negli ultimi giorni - si legge nella nota della trasmissione - è emerso un nuovo indagato alla Procura di Trapani, mentre persistono i dubbi e le domande sulla pista che porta in Tunisia.