Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Eitan Biran, gli ultimi aggiornamenti: zii pronti a partire per Israele. "La speranza è ritornare con il bambino"

  • a
  • a
  • a

Una questione in costante evoluzione quella del piccolo Eitan Biran, sulle cui sorti da quando è stato portato con il sotterfugio in Israele si sa ancora pochissimo. Di poche ore fa il lungo punto stampa dello zio paterno, Or Nirko, con la stampa. "Eitan ci manchi tanto, ti vogliamo bene". Zio Or e zia Aya (sorella del padre) sono pronti a volare in Israele con questi sentimenti per riprendersi il piccolo, ma anche a riparlare con la famiglia del nonno che l’ha sequestrato e trovare una soluzione che vada incontro "al benessere" del bambino unico sopravvissuto all’incidente del Mottarone. Intanto, in Israele, il nonno del piccolo, Shmuel Peleg, accusato di aver architettato ed eseguito il sequestro, è agli arresti domiciliari con l'accusa di aver rapito Eitan e di averlo portato in Israele sottraendolo alla tutela legale. Indagata anche la nonna materna per sequestro: è la ex moglie di Peleg. Eitan lo ricordiamo, ha solo 6 anni ed è l'unico sopravvissuto alla tragedia della funivia Stresa-Mottarone in cui sono morti i suoi genitori, suo fratello minore e due bisnonni.  

 

 

Or Nirko, lo zio, ha dichiarato che "la speranza è di tornare a casa al più presto col bambino. La data in cui andremo in Israele non la svelo, non voglio trovarmi l’aereo pieno di giornalisti" ma la sensazione è che la partenza sia questione di poche ore. Troppa la voglia di riabbracciare il piccolo che ieri sera hanno sentito al telefono "per un breve colloquio". Non sanno esattamente dove stia, o perlomeno non hanno voglia di farlo sapere, ma di certo "Eitan è con dei familiari". Il bambino ha paura? "Non credo che si renda conto di essere stato rapito, forse pensa a una vacanza. Ora ha solo bisogno di stabilità, di tornare e riprendere la sua psicoterapia e fisioterapia". Sul sequestro, "che temevamo, l’avevamo detto anche ai giudici" mostra di avere le idee chiare: "Di certo ci sono stati tanti complici, i nonni non potevano fare tutto da soli anche perchè all’aeroporto di Lugano, che conosco, devi chiedere dei permessi speciali per arrivare in Israele, non è facile partire".

 

 

Dalla parte del nonno, che potrebbe essere liberato su cauzione prima di venerdì, giorno della scadenza dei domiciliari, i legali contrattaccano con quello che presentano come un errore giudiziario. Or Nirko è confortato dalle diplomazie dei due Paesi. Punta più su un Tribunale italiano che sulla giustizia israeliana "perchè è quello competente e se poi vogliono presentare reclami qua, e lo hanno già fatto, lo facciano ancora. Spero non sia una questione politica, è vero che Eitan ha la doppia cittadinanza, ma lui è italiano". Aggiunge: "La casa di Eitan è qui, lui parla meglio l’italiano dell’ebraico, Israele per lui è terra di vacanza". Eppure, per amore del bambino, gli zii sarebbero pronti a confrontarsi: "Fin dall’inizio abbiamo provato a parlarci con l’aiuto della Comunità ebraica di Milano ma per i Peleg la soluzione era o Israele o niente. Gli abbiamo dato massimo fiducia" di cui però "hanno fatto cattivo uso".