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Lamorgese alla Camera sul Rave party: "Non c'erano alternative all'approccio soft", caos in Aula

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Arriva infine un abbozzo di 'resa dei conti' fra il centrodestra - Matteo Salvini in primis - e il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, da tempo ai ferri corti per vari motivi, fra cui la gestione del Rave party di Valentano, nel Viterbese, che si è svolto dal 13 al 19 agosto scorso. Una miccia da cui è scaturita una polemica più ampia sulla gestione della sicurezza nel Paese, dai flussi migratori ai recenti casi di violenza come l'accoltellamento di Rimini. Sul rave nel lago di Mezzano questo pomeriggio il ministro Lamorgese ha riferito alla Camera durante un'informativa spesse volte interrotta dallo scoppio di bagarre in Aula, motivo per cui il Presidente Roberto Fico ha dovuto più volte richiamare all'ordine i parlamentari. 

 

 

"Dato l’alto numero di persone e la presenza di bimbi - ha detto Lamorgese sulla gestione del rave - è stata ritenuta opportuna un’attività dissuasiva, mentre era controindicata l’azione di forza, con lo sgombero dell’area con il ricorso a idranti e lacrimogeni che avrebbero creato rischi per l’ordine pubblico e la salute". Una linea soft, secondo il ministro, che ha prodotto gli effetti voluti: "Io stessa ho seguito passo, passo il corso della vicenda, e ho ritenuto che la scelta operativa non avesse alternative, non un tentativo di forzosa evacuazione dell’area ma nell’esercitare una continua e costante pressione per rompere il fronte dei partecipanti. Tale strategia ha avuto l’effetto di scongiurare il degenerare della situazione in tema di ordine e sicurezza pubblica ma anche quello di evitare il proseguo del rave, previsto fino al 23 agosto".

 

 

Il ministro ha parlato anche dei fatti di Rimini: "L’aggressione a Rimini? Il responsabile non ha agito per finalità riconducibili ad una matrice fondamentalista, la violenta aggressione sembra trovare la sua motivazione in una forte alterazione dello stato di equilibrio psicologico" ha detto, sempre rispondendo al question time alla Camera. "Si trattava di un soggetto privo di precedenti di polizia - ha aggiunto -. Il somalo ha fatto il suo primo ingresso in Germania nel 2015 spostandosi dopo in altri paesi del continente, in occasione dei vari passaggi ha sempre presentato istanza di protezione internazionale. Sono in corso le verifiche al fine della presa in carico del somalo da parte della Svizzera, ultimo paese che ne ha registrato la presenza". La ministra Lamorgese ha ricordato che "la presenza sul territorio nazionale di qualsiasi straniero per il tempo necessario alla domanda di asilo prescinde totalmente dalle novità introdotte dal decreto legge immigrazione".