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Reddito di cittadinanza, in Sicilia 102 denunce per irregolarità varie: già percepiti 600mila euro

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Il racconto del dibattito sul reddito di cittadinanza, in questi giorni ha visto la riproposizione, intensa e ripetuta, della ben nota equazione moralistica da parte del Movimento 5 Stelle (soprattutto, a partire dal leader Giuseppe Conte) e del Pd. In base a questo ragionamento, viene applicato il timbro di nemico dei poveri a chiunque osi criticare la misura. Dalla Sicilia, però, ecco l’ennesima storia di storture. 102 persone sono state denunciate per irregolarità nella percezione del reddito. E andando a leggere la casistica di questa indagine, emergono aspetti ben noti.

 

Come, ad esempio, i soggetti sottoposti a misure cautelari che avevano omesso di comunicare la loro condizione all’Inps. Similmente, compaiono persone che invece non avevano reso noto il fatto che loro famigliari fossero sottoposti a misure cautelari, perché questo secondo legge porterebbe ad una riduzione del quantum erogato. Oppure persone che avevano fatto lo stesso con una variazione di reddito, intervenuta, che avrebbe fatto decadere l’elargizione dell’assegno. In totale, sarebbero stati già erogati, a tutti costoro, oltre 600 mila euro che lo Stato chissà quando recupererà. Di evoluzioni giudiziarie come queste è piena la cronaca, e di certo rileva come dopo oltre due anni l’approvazione del “decretone” non siano stati ancora apportati i correttivi ad una legge oggettivamente sbagliata.

 

Secondo le norme, infatti, è il cittadino sottoposto ad una misura cautelare ad avere l’onere di trasmettere all’ente statale la sua applicazione. Un vero e proprio paradosso. E con gli svariati milioni di euro che lo Stato ha perso in questo modo, e che difficilmente potrà riavere, coprire il tutto con la coltre demagogica della difesa della povertà non ha molto senso, considerando che l’opinione pubblica percepisce assai bene quando si verifica un insulto alle persone che lavorano. Invocare un sistema di welfare to work che funzioni (e non è il caso del reddito di cittadinanza) non significa voltare le spalle al disagio sociale, ma anzi volerlo combattere con la dignità di un’occupazione.