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Incendi, approvato dal Consiglio dei Ministri il nuovo decreto legge: pene più severe e pioggia di fondi

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Una legge di cui si è parlato tantissimo, specialmente in questa estate rovente dove, vuoi per il clima impazzito, vuoi per la scellerata attività dei piromani, le fiamme hanno straziato l'Italia intera, specialmente il Meridione e la Sardegna, causando morti e danni immensi al patrimonio ambientale e produttivo delle zone colpite. "Disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile", questo il nome 'burocratico' del decreto legge incendi approvato oggi in Consiglio dei Ministri. La normativa, approvata su proposta del premier Mario Draghi e di altri nove ministri, fra cui Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Daniele Franco e Roberto Cingolani, contiene una serie di previsioni che avranno lo scopo, da un lato, di potenziare le strutture di prevenzione e di lotta agli incendi, e dall'altro di aumentare le pene per gli autori dei reati in questione. I soldi per attuare il piano verranno dalla parte del Pnrr (soldi europei) destinata al ministero della Transizione ecologica, ma è anche prevista una quota aggiuntiva. 

 

 

Nel dettaglio - Il decreto affida alla Protezione civile centrale il compito di preparare a intervalli di tre anni un Piano Nazionale per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche, aeree e terrestri necessarie, "per una più adeguata prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi",. La ProCiv può valutare l'utilizzo di strumenti innovativi come "tecnologie, anche satellitari, idonee all’integrazione dei sistemi previsionali, di sorveglianza, monitoraggio e rilevamento dell’ambiente; mezzi aerei ad ala fissa, rotante o a pilotaggio remoto; mezzi terrestri e formazione".  Ma, "a fronte dei numerosi e drammatici incendi che hanno interessato nei mesi scorsi il nostro Paese e per consentire l’urgente rafforzamento della capacità operativa", si legge, "il Ministero dell’Interno e il Ministero della Difesa, sono autorizzati" già da questo anno "all’acquisizione di mezzi aerei, mezzi terrestri, attrezzature e strumentazioni utili".

 

 

Pene più dure - Il decreto inoltre inasprisce le sanzioni - sia amministrative che penali - in particolare per l’ipotesi in cui ad appiccare il fuoco sia chi avrebbe invece il compito di tutelare il territorio (viene, al riguardo, introdotta una specifica aggravante) - e mira a colpire gli interessi degli autori degli illeciti e a incentivare la collaborazione con le indagini. "Una condanna per incendio doloso - prosegue il comunicato di Palazzo Chigi - non inferiore a due anni comporta, inoltre, per il dipendente pubblico l’estinzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione e l’interdizione dalla possibilità di prestare servizi nell’ambito della lotta contro gli incendi." Sono inoltre stati stanziati 100 milioni nel triennio 2021-2023 a favore degli enti territoriali impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi, "per  contrastare l’abbandono di attività di cura del bosco, prevedere postazioni di atterraggio dei mezzi di soccorso, realizzare infrastrutture (ad esempio vasche di rifornimento idrico utili ad accelerare gli interventi di spegnimento degli incendi), predisporre vie di accesso e tracciati spartifuoco e manutenere le aree periurbane".