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Flop manifestazioni No Vax, la protesta è più virtuale che reale. Toti: "Dovevano essere migliaia di guerrieri..."

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Sembra essere ormai trascorsa senza eccessive tensioni la prima giornata che ha visto l’estensione dell’obbligo del green pass a trasporti, scuola e università. Le manifestazioni di protesta attese in tutta Italia si sono rivelate per lo più un flop, con pochissimi manifestanti nelle principali città del Paese. Nella chat "Basta dittatura" su Telegram, che conta quasi 40mila iscritti, i no vax e i no pass avevano dato appuntamento oggi per le 14.30 davanti a 54 stazioni ferroviarie, presidiate dalle forze dell’ordine in allerta: "Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno!", si leggeva sulla chat. 

 

 

 

Ma da nord a sud dello Stivale la protesta si sta rivelando un buco nell'acqua, con pochi manifestanti radunatisi davanti alle stazioni. A Roma, davanti alla Stazione Tiburtina, i giornalisti quasi superavano per numero le persone in protesta. Il vuoto anche a Napoli, Firenze, Bologna, Rimini e Genova. Da segnalare un’attivista bloccato dalle forze dell’ordine alla stazione di Porta Nuova a Torino, portato in Questura per essersi rifiutato di mostrare i documenti e aver scalciato gli agenti. Intanto, la Postale è al lavoro per monitorare eventuali illeciti commessi dai No Vax sui canali Telegram.

 

 

Ieri il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva espresso "la più ferma condanna per gli attacchi mossi con toni inaccettabili sulla rete contro esponenti di governo, politici, medici e giornalisti in relazione al green pass e alle misure di contenimento della diffusione del Covid-19" sottolineando che "tutti questi episodi sono oggetto di indagini da parte della polizia giudiziaria" e che non sarebbero stati tollerati "minacce e inviti a commettere reati utilizzando il web". "Dovevano essere migliaia di ’guerrieri' a combattere contro la dittatura sanitaria e invece li abbiamo contati sulle dita di una mano, la stessa con cui sulla tastiera scrivono minacce, insulti, diffondono paura e fanno disinformazione. Ma stanno sulle dita di una mano. Oggi è stata l’ennesima dimostrazione di quanto la realtà sia diversa dal web" ha commentato il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti.