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Lamorgese sugli attacchi ai giornalisti: "Misure specifiche per le categorie esposte"

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Gli attacchi fisici e verbali alla stampa, soprattutto in una democrazia, sono considerati un indicatore particolarmente negativo dello stato di tolleranza che c'è nel tessuto sociale. I fatti degli ultimi giorni, fra cui la brutale aggressione al cronista di Repubblica Francesco Giovannetti, uniti a un progressivo intensificarsi dell'aggressività anche via internet verso molti cronisti, hanno provocato una richiesta di maggiore attenzione da parte della categoria. Oggi il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha presieduto al Viminale la riunione del "Centro di coordinamento dell’attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti".

 

 

Un tavolo convocato dopo l’intensificarsi degli attacchi sulla rete e i gravi atti di violenza che hanno riguardato alcuni cronisti nel corso di manifestazioni di protesta contro i provvedimenti del Governo in materia di Green pass e vaccini. A preoccupare, soprattutto, sono singoli elementi o gruppi di facinorosi, che con il loro operato violento gettano discredito sull'intera categoria di chi, semplicemente, nutre scetticismo verso l'introduzione del Green pass o non si è ancora pienamente convinto a ricevere il vaccino. C'è dunque urgenza di reagire: "L’obiettivo comune è quello di individuare specifiche misure finalizzate a rafforzare la tutela dagli attacchi mossi sulla rete non solo nei confronti dei giornalisti ma di tutte le categorie più esposte a episodi di odio in questa delicata fase storica caratterizzata dalla pandemia", ha detto la titolare del Viminale al termine della riunione.

 

 

Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il capo della polizia Lamberto Giannini, il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna e il segretario generale della Federazione nazionale della stampa Raffaele Lorusso, sono state esaminate le dinamiche che hanno caratterizzato gli ultimi episodi di intolleranza e violenza. Tra il Viminale e i rappresentanti dei giornalisti, è stato condiviso, anche alla luce di un incremento del 19% degli episodi censiti al 31 luglio 2021 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, l’esigenza di definire nuovi strumenti operativi per rendere più efficace la prevenzione del fenomeno che, si legge in nota, "desta grande preoccupazione anche per le dimensioni che sta assumendo sulla rete (nel 2021 più di una intimidazione su due è avvenuta sul Web)".