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Smart working, per i dipendenti pubblici il rientro in presenza è sempre più vicino

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I dipendenti pubblici sono destinati a tornare a lavorare sempre più in presenza. Il ministro Brunetta è convinto che il ritorno alla normalità potrebbe dare una ulteriore spinta alla crescita: così - lo riporta Repubblica - si lavora a un correttivo al decreto Green pass, senza rinnegare lo smart working ma rimettendo l'ufficio al centro. 

 

 

Secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore, per disciplinare il rientro oltre le normative di emergenza sarebbe in via di definizione appunto un correttivo alle norme sul Green pass che tornerebbe a rendere il lavoro in presenza la "regola" e quello agile "l'eccezione", dando però ai dirigenti degli uffici la facoltà di organizzare il lavoro in base alle proprie esigenze interne. Con il decreto sulle proroghe, la Pa ha abbandonato le soglie minime che erano state introdotte durante le fasi più acute della pandemia (prima 50 e poi 60%) garantite ai dipendenti che svolgono mansioni per le quali la presenza non è ritenuta necessaria. Ora si punta al definitivo rovesciamento del quadro, cioè tornare alla normalità senza per questo cancellare quanto sperimentato durante la pandemia e in questi mesi. D'altra parte, lo stesso decreto proroghe rimanda alla contrattazione collettiva la definizione degli istituti del lavoro agile, consentendo fino al 31 dicembre 2021 la modalità semplificata prevista per l'emergenza e che nn prevede un accordo individuale.

 

 

Il segretario generale della Federazione dei lavoratori pubblici, Marco Carlomagno, aveva parlato del lavoro agile come di "una straordinaria opportunità e in questi mesi si è dimostrato indispensabile non solo per prevenire il contagio, ma soprattutto per modernizzare le nostre Amministrazioni, il loro modo di lavorare e di rapportarsi con i cittadini, rendendo più semplici, accessibili e fruibili i servizi resi alla collettività".