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Bebe Vio, dalla paura all'oro alle Paralimpiadi: "Ho rischiato di morire". La dedica commossa

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Bebe Vio è ancora d’oro alle Paralimpiadi. Dopo il trionfo di Rio 2016, la ventiquattrenne di Mogliano Veneto ha trionfato anche sulla pedana del Makuhari Messe Hall B ai Giochi di Tokyo, battendo nel remake della finale brasiliana la cinese Zhou Jingjing per 15-9 e facendo esplodere di gioia il presidente del Cip Luca Pancalli e il sottosegretario di Stato Valentina Vezzali che ha commentato: "Bebe è l’oro della scherma". Poi, quando quest’ultima è andata ad abbracciare la sua famiglia, la Vezzali le ha detto: "È la seconda consecutiva, non è che mi superi adesso?".

 

 

Una medaglia sofferta quella di Bebe Vio alla Paralimpiade di Tokyo, più del primo oro di Rio 2016: "I primi quattro anni della preparazione sono andati benissimo, anche nel periodo del Covid, grazie ai miei allenatori e alle Fiamme Oro perchè ho ripreso persino prima delle altre avversarie. L’ultimo anno, invece, è stato parecchio sfigato per via dell’infortunio che ho avuto". La due volte campionessa paralimpica di fioretto prende una pausa e poi si sfoga: "Lo scorso 4 aprile mi sono dovuta operare e sembrava che questa Paralimpiade non doveva esserci, abbiamo preparato tutto in due mesi, non so come cavolo abbiamo fatto". Le paure le avevano pervaso la mente: "Non ci credevo di arrivare fin qua, perch ho avuto un’infezione da stafilococco che è andata molto peggio del dovuto e la prima diagnosi era amputazione entro due settimane (dell’arto sinistro, ndr) e morte entro poco. Sono felice, avete capito perch ho pianto così tanto? L’ortopedico ha fatto un miracolo, si chiama anche Accetta tra l’altro... è stato bravissimo, tutto lo staff lo è stato. Questa medaglia assolutamente non è mia, è tutta loro. E domani c’è la gara veramente importante, quella con le mie compagne di squadra".

 

 

Poi, la schermitrice delle Fiamme Oro ha confrontato i due ori conquistati a cinque di distanza l’uno dall’altro: "Sono state due medaglie completamente diverse. A Rio c’è stata l’emozione della prima volta, mentre questa qui proprio non me l’aspettavo. La dedico alla mia famiglia, che quest’anno ha sofferto veramente tanto". Le soddisfazioni, per i nostri colori, sono proseguite con il nuoto, con l’argento di Xenia Francesca Palazzo nei 200 misti SM8 (2’47"86) e il bronzo di Stefano Raimondi nei 100 stile libero S10 (51"45). La prima gioia di giornata, invece, l’aveva regalata la poliedrica Veronica Yoko Plebani all’Odaiba Marine Park.